| Il
potere della costanza
Lo yoga può esserci d'aiuto anche nella
nostra vita quotidiana, ma occorre essere onesti con sé stessi!
Che cosa desideriamo?
Acquistare nuovi "poteri miracolosi" e straordinari,
o la semplice possibilità di riconquistare quel profondo
equilibrio interiore che, da bambini, faceva ruotare il mondo intorno
a noi?
Riuscire a percepire la "presenza di forze soprannaturali" o,
più semplicemente ed umanamente riuscire a sentire coloro
che vivono vicino a noi e che con noi condividono “caldo
e freddo, piacere e sofferenza...”?
Se così fosse, coltiviamo innanzi tutto quelle qualità fondamentali
che gli antichi testi dello yoga definiscono Yama e Niyama e che
altro non sono se non i fondamenti della morale e della condotta
etica.
Le loro basi, in fin dei conti, non avrebbero bisogno di essere
ricercate nei trattati dello yoga, ma sono il più naturale
corredo del patrimonio umano.
Tuttavia, l'eccellenza morale e la perfezione etica non sono il
traguardo finale dello Yogin: essi rappresentano semplici mezzi
per realizzare il senso e lo scopo della vita.
Il potere della costanza è, invece, una vera e propria
virtù che appartiene in particolare a colui che si incammina
sulla strada dello Yoga.
Il successo è possibile solamente se, attraverso la costante
meditazione, la mente sia mantenuta equilibrata “nel caldo
e nel freddo, nel piacere e nella sofferenza...” nel guadagno
e nella perdita, nel successo e nel fallimento, nella lode e nel
disprezzo.
“O figlio di Kunti, anche i sensi eccitati di un uomo colto,
per quanto egli si sforzi strenuamente, conducono la sua mente lontano:
perché la mente che segue i sensi vaganti allontana la sua
discriminazione, così come il vento allontana una barca sull'acqua...” (Bh.G.
- II - 60, 67).
|
6-7 |
Le persone dotate di intelletto ottengono,
così, la
più alta felicità. O re (Alarka) il sé nel
quale i sensi si fondono non è né il vostro corpo
fisico, né il mio. Non è importante ciò che
vedi e senti. Né lo sono i Tanmatra, né la parola,
né la mente.
|
8-9 |
Il sé identificato con il corpo muore oggi e rinasce
domani. Ciò è dovuto ai tre Guna. Sebbene il corpo
e l'anima sembrino essere uno, in realtà vi è distinzione
tra i due. Lo Yogin che conosce tale diversificazione ottiene
la salvezza che consiste nell'identità con il supremo
Essere. O figlio, è a causa dei tre Guna, che tale identità non
viene realizzata. |
10 |
Viene chiamata casa il luogo dove
abiti; ciò che ti
sostiene viene definito nutrimento. Analogamente, ciò che
conduce alla salvezza viene chiamata "vera conoscenza".
L'ignoranza porta a risultati opposti.
|
11 |
Meriti e demeriti, o Re, possono essere esauriti attraverso
la debita esperienza dei loro frutti. L'annichilamento delle
attività ancora da esperire è possibile atraverso
la loro astensione.
|
12 |
Yama e Niyama sono di cinque tipi: non violenza, veracità,
astensione dal furto, continenza, rifiuto di doni. Shauca, o
purezza, è di due tipi: interna ed esterna. |
13 |
Dama (Soppressione) è soddisfazione,
quiescenza dovuta alle austerità e all'adorazione di
Vasudeva.. Per Asana intendiamo le differenti posture, come
Padmaka, ecc. Pranayama significa pieno controllo del respiro. |
14-15 |
Esso è di tre tipi: Puraka, Kumbhaka
e Rechaka, ciascuno dei quali è ulteriormente suddiviso
in tre. Laghu (di breve durata) consiste di dieci matra [periodi
di tempo più brevi di un secondo]; Madhyama è di
venti matra e Uttama è composto di trenta matra. Un Pranayama
con Japa e Dhyana è chiamato Sagarbha Pranayama; suo opposto è Agarbha
Pranayama. |
|
| Lo
yoga secondo Garuda Purana

Sono numerose le mie vite passate, o Arjuna.
Solo, che io le conosco tutte e tu non conosci le tue.
Lo
Yoga secondo
Garuda Purana
|
1 |
Ora
esporrò il grande Yoga e le sue parti, i quali
conducono al godimento del mondo ed alla salvezza.
Esso redime tutti i peccati se letto con devozione.
Prego, ascolta.
|
|
2 |
Il
sentimento del Possesso è la causa primaria di
tutte le miserie, che può essere rimosso dal
sentimento del distacco. Il nobile illuminato Dattatreya
accennò la stessa cosa ad Alarka.
|
3-5 |
L'albero dell'Ignoranza, ricercato
da colui che è incline alla cura del mondo per
l'appagamento della pace e della felicità ha il
grande bacino intorno ad esso [al sentimento del possesso]
sotto forma della ricchezza e del nutrimento. Sua radice è il
Peccato. Il germe è il sentimento dell'Egoismo.
Il tronco è il sentimento del Possesso. Case,
terreni ecc. sono i suoi rami. Mogli, figli ecc. sono
le tenere foglie. Coloro che si nutrono del Brahmarasa
libero delle impurità (di Rajoguna) e sono privi
di spine, lo abbattono con la scure dell'apprendimento
e si assorbono nella suprema divinità. |
|
16 |
Si possono dominare i vari difetti del corpo
per mezzo del Pranayama. Per mezzo di Puraka viene vinta la sonnolenza.
Per mezzo di Kumbhaka si possono conquistare le sensazioni di
brivido. Con Rechaka si possono vincere gli eccessi di calore
nel corpo.
|
17 |
Seduto in una postura yogica confortevole,
premendo il pene ed i testicoli con i talloni, occorre tenere
Pranava nel cuore e praticare Pranayama.
|
18 |
La funzione di Tamoguna deve essere soppressa
per mezzo di Rajoguna e quella di Rajoguna deve essere soppressa
per mezzo di Sattvaguna. Infine, il praticante di Yoga deve
mantenere sé stesso in Nishkalavritti. |
19 |
I sensi, l'aria vitale e la mente debbono
essere ritirati dall'esperienza oggettiva. Questa completa
astrazione è chiamata
Pratyahara e deve essere costantemente praticata. |
20 |
Fare otto o dieci Pranayama, viene chiamato
Dharana. Coloro che conoscono la verità parlano di due
tipi di Dharana. |
21-22 |
Vi sono dieci punti di concentrazione
per la pratica di Dharana. Primo, nelle Nadi [la traduzione è incerta:
potrebbe anche esssere riferito a Nabhi, l'ombelico] quindi,
nell'ordine: cuore, gola, bocca, punta del naso, centro tra le
sopracciglia, testa ed infine l'anima suprema. [il testo, nonostante
l'asserzione precedente di dieci punti, in realtà ne elenca
solamente sette. Se prendiamo in considerazione il termine Nadi
anziché Nabhi, ne aggiungiamo altri tre - Ida, Pingala
e Sushumna - arrivando, così, a dieci] Dopo aver praticato
questi dieci Dharana con successo si ottiene lo stato immortale. |
23 |
Così come un fuoco si fonde in un
altro fuoco, nello stesso modo l'anima individuale si fonde nell'anima
suprema. La singola sillaba Om, che è il simbolo del Brahman
e la più sacra, deve essere ripetuta frequentemente. |
24 |
Le tre lettere A, U ed M insieme costituiscono
la mistica sillaba Om che simbolizza il Brahman eterno. |
Fonte: The Garuda Purana - capitolo
226. Motilal Banarsidass Publishers. Delhi
|