Non esiste, in pratica, manifestazione del comportamento umano
che non abbia, in India, una ripercussione più o meno diretta nella
sfera sacra.
Perché ogni elemento (tattva) che contribuisce a rendere percettibile
la materia, è la semplice esteriorizzazione di una forza, una potenza
(Shakti) che nel piano umano è concepita come la stessa volontà divina.
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"Senza la conoscenza, l'uomo non può ottenere la Liberazione, anche se pratica severe austerità con la piena convinzione che quelle immagini fatte di terra, di metallo, di legno sono come Ishvara stesso". "La semplice evocazione di immagini nella mente, senza la conoscenza spirituale e la pratica, può garantire la Liberazione all'uomo nello stesso modo in cui il popolano può diventare un Re, ricevendo reami durante il sogno". "Vi sono quattro differenti forme di attitudine all'adorazione
(bhava) secondo altrettanti gradi di consapevolezza. Vedere Brahman
in tutte le cose: questa è la forma più alta. Queste parole di Sri Bhagavan (Krishna) dissipano qualsiasi dubbio in merito all'importanza che la conoscenza sacra riveste nell'ambito religioso indù. I gesti che il devoto, rivolto ad una sacra immagine, sembra spesso ripetere frettolosamente in una meccanica sequenza, sono l'abitudinaria e spontanea esteriorizzazione di un convincimento il quale supera il comune - almeno per l'Occidente - modo religioso.
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Sembra, quindi, che l'esteriorizzazione del piano formale non possa aver luogo se non attraverso il perenne accoppiamento dei due poli della creazione: maschio e femmina. Ed il destino dell'uomo è quello di soggiacere perennemente a questa dualità: buio e luce, bene e male, amore e odio...spirito e materia. Quest'idea è presente nella rappresentazione figurativa delle immagini sacre (pratima) la cui espressione più sofisticata è quella dello Yantra. Si tratta di uno strumento destinato a congelare in semplici linee un'idea, un concetto i quali, diversamente, tenderebbero a frammentare la coscienza di chi indaga il mistero dell'esistenza. La sua caratteristica strutturale mira a fornire l'espressione grafica di una relazione concettualizzata. Carico di significato, è un simbolo di conoscenza che sembra proiettare nel mondo delle forme un ordine inflessibile: quell'ordine supremo dal quale scaturisce la creazione. Il più nobile, lo Sri Yantra, nella sua costruzione rievoca nell'animo del praticante, l'avvenimento primordiale. Il punto centrale (bindu) a volte è tracciato, a volte no così come l'Essere esiste indipendentemente dalla sua manifestazione esteriore.
Lo sviluppo prosegue attraverso l'interlacciamento di elementi
femminili - Shakti e maschili - Vahni. Essi rappresentano solo
i membri della struttura e non hanno, di per sé, un proprio
significato individuale; è un organismo in crescita che
darà luogo allo sviluppo totale dell'Universo.
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Non esiste, in pratica, manifestazione del comportamento
umano che non abbia, in India, una ripercussione più o meno
diretta nella sfera sacra. "O Vishvèshvara (signore dell'universo) tu sei l'universo
stesso. Non c'è alcuna differenza fra te e l'universo, perché tu
sei onnipresente ed il soggetto degli inni di preghiera; l'ispiratore
dell'inno e l'inno stesso. Skanda Purana, Kashikanda |
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