Se Yoga significa unione e, di conseguenza, rapporto, è dalla
reintegrazione del rapporto originario con la Natura - e quindi con me stesso
- che è possibile avviare quel processo di ricerca che conduce un Re
a ritrovare il suo regno.
Ed ogni esperienza potrà essere effettivamente realizzata solo ed esclusivamente
in funzione di quel rapporto.
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Mai come oggi ci siamo trovati faccia a faccia
con quello che, tra i problemi più assillanti, ha cominciato
a minacciare direttamente la nostra sopravvivenza: il crescente
esaurimento delle energie che il nostro pianeta, fino ad oggi,
ha continuato a garantire in via naturale. Probabilmente l'attuale umanità, se saprà conservare quella saggezza che è legge di natura e che ha garantito fino ad oggi la continuità della specie, riuscirà a trovare la giusta soluzione ai suoi problemi più urgenti. Intanto mai, come oggi, si è parlato di "energia & energie". Allora..."saranno le nuove energie che sicuramente garantiranno
un futuro migliore..." e tra le "energie" di cui
ti senti pieno e quelle che il tal prodotto reclamizzato ti farà recuperare,
ti trovi sempre più ad aver bisogno di qualcosa che possa
garantire la piena efficienza delle tue possibilità. |
Se Yoga significa unione e, di conseguenza,
rapporto, è dalla reintegrazione del rapporto originario
con la Natura - e quindi con me stesso - che è possibile
avviare quel processo di ricerca che conduce un Re a ritrovare
il suo regno. "Ciò che è qui è anche altrove, ciò che
non è qui non è da nessuna parte". Debbo solamente realizzare tutto ciò; non pensarlo, ma sentirlo in ogni mio organo, in ogni fibra, in ogni cellula di me, con il "...piacere che accompagna inseparabilmente ogni attività perfetta e sufficiente a sé stessa..." [Aristotele]. Esiste un nome comunemente attribuito dalla devozione - o più esattamente,
dalla saggezza popolare indiana - ai figli: Ananda. Nella metafisica indiana l'Essere supremo dal quale tutto ha origine è Sat-Cit-Ananda (Saccidananda) ossia, tradotto in termini nostrani: Felicità che scaturisce dalla piena Consapevolezza di Essere. Il mio corpo, il mio involucro, che è l'esatto riflesso, sul piano formale, di quel Tutto-pieno-di-Felicità, è anch'esso sostanziato di ananda, ovvero del piacere di sentirsi parte dell'Energia cosmica: Prana. Come il fuoco non è altro che il "bruciare", combustione in atto, così la mia forma corporea non può essere altro che Coscienza viva, Felicità di Essere. E "...chi meglio della esperienza, se ce lo svela ed insegna, può dimostrare che cosa sia quel sentire del corpo?..." [Lucrezio Caro: De Rerum Natura]. |
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Uno dei versi più belli della Chandogya Upanishad, tra i primi testi indiani di filosofia risalenti all'ottavo - settimo secolo a.C. proclama: "...la sottile sostanza di cui tutto è composto...questo sei tu...[tat tvam asi]" chiara allusione all'identità con l'Energia Universale, che non è fuori di te, ma dentro e intorno a te. Già da allora, quindi, l'energia rappresentava il fondamento dell'Universo intero ed ogni forma esistente non era se non l'espressione di una sua particolare modalità. Da questa realtà, in effetti, non ci siamo mai allontanati. Se volessimo usare una metafora per definire lo spostamento di prospettiva dell'umanità attuale, potremmo giungere ad affermare che..."un bel giorno, o meglio, un giorno infausto un Re ha perduto il suo regno perché...ha dimenticato di sedere sul trono". Il rapporto che pone l'umanità davanti alla natura è lo
stesso che pone me dinnanzi al mio corpo e se esso continuerà ad
essere esclusivamente quantitativo, sarò costretto probabilmente
ad una perpetua ricerca nel vano tentativo di dismostrare che,
tutto sommato, i conti possono sempre pareggiare. La potenza, l'energia
invece non può essere dimostrata perché è precisamente
essa che dimostra tutto. |
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