La realtà dell'Universo non è per l'indù -
come troppo semplicisticamente si afferma - illusione o maya; essa, non
meno che per l'occidentale, esiste indipendentemente dal poter essere
concepita dalla mente o dalla coscienza. Ed è prorio a causa del
desiderio di volerla conoscere nella sua esistenza oggettiva che nascono
discipline come lo Yoga.
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Ogni tentativo volto alla conoscenza della realtà esistenziale
dell'Oriente ed in particolare dell'India, ha dato quasi sempre
l'idea di trovarsi di fronte ad un popolo completamente privo di
dinamismo, in una cultura vagamente idealista e sognante. La realtà dell'Universo non è per l'indù -
come troppo semplicisticamente si afferma - illusione o maya; essa,
non meno che per l'occidentale, esiste indipendentemente dal poter
essere concepita dalla mente o dalla coscienza. Ed è prorio
a causa del desiderio di volerla conoscere nella sua esistenza
oggettiva che nascono discipline come lo Yoga. Un intero filone della speculazione filosofica indiana poggia le sue fontamenta sul concetto di potenza, di energia che pervade l'intero Universo e lo sostiene. Conoscenza che è diventata sempre più estranea alla cultura occidentale, la quale troppo spesso esprime la sua violenza contro la realtà profonda delle cose naturali e che è sempre più alla frenetica ricerca di una fonte alternativa di energia. |
Se, invece, la spiritualità è soprattutto
un modo di vita e non un semplice bagalio di nozioni e di teorie
potrà succedere che una disciplina fisica, pur facendo leva
sulle energie del corpo, non si concluderà con esse ma potrà essere
occasione per un rinnovamento interiore e veramente spirituale. Certi tratti cui ci stiamo richiamando sono propiziati anche da
taluni sport e si potrebbe affermare che mentre nel praticante
di yoga tale disciplina è presente in forma, per così dire,
statica, nello sport a certi livelli è presente in forma
dinamica, affermativa, solo che non sempre conducono alla consapevolezza
di uno stato di coscienza particolare; certi automatismi lo riducono
unicamente ad un fascio di riflessi muscolari.
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| L'efficientismo della vita attuale Non possiamo non convenire su quanto, oggi, certa
forma di pubblicità possa indurre nell'uomo la manifestazione
di falsi bisogni e quanto gli stessi comportamenti siano condizionati
dalla loro soddisfazione. L'ambizione, il prestigio professionale, la paura di "rimanere indietro" ci stanno purtroppo facendo dimenticare che corpo, anima e spirito sono una realtà indissolubile e che l'equilibrio psico-fisico è il risultato della totale armonizzazione di tutti gli aspetti del nostro carattere. Nella vita pratica ha acquistato sempre più valore il giudizio
che il termine spiritualità non possa che riguardare la
sola erudizione, la filosofia, l'estetismo letterario, il misticismo
attribuendo all'attività fisica in generale ed allo sport
in particolare un fine assoluto, non riuscendo molto spesso ad
andare oltre l'ebbrezza di un allenamento o di una competizione.
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Quindi uno schema, pur essendo normale nel
suo insieme può tuttavia rimanere abbastanza rozzo se ci
si limita alla percezione di attività motorie globali. In primo luogo, quindi, l'attività rallentata e distinta dei vari segmenti che si realizza nell'asana, consente di vivere in piena consapevolezza questo primo livello di esperienza; successivamente potrà realizzarsi il passaggio dalla potenza all'atto di quelle possibilità che nello sportivo si tradurranno in elementi di stile. Questi elementi, sublimati in abito mentale, con l'allenamento costante possono costituire una forma di concentrazione - intesa nel senso più ampio - che nella personalità conduce direttamente allo scopo attraverso la piena armonizzazione delle energie. Può costituire sia un momento di attrazione interiore, quasi un "coagulo" di tutte le possibilità, in una fase che prelude l'impegno sportivo, sia una fase di recupero di quelle energie consumate; una rigenerazione del livello psichico e somatico. E' stato suggerito che il movimento è pensiero in azione
e, viceversa, il pensiero è movimento senza azione; qui
potremmo aggiungere che dinamismo ed immobilità non sono
che due aspetti complementari di una medesima realtà. |
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