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Credo
che ognuno di voi, almeno una volta nella vita, abbia ricevuto
un massaggio; non mi riferisco necessariamente ad un massaggio
professionale, ma un semplice massaggio ricevuto da una persona
cara, un familiare. Tutte
e due vogliono rappresentare un gesto o una pratica, per comunicare
la propria affettivita, per calmare, per rassicurare. Il
massaggio, allora, si avvale del tocco epidermico per comunicare
attraverso il contatto, per donare qualcosa che ciascuno di
noi ritiene di avere in sovrabbondanza; potremmo considerarli
quasi un canale di accesso, una sorta di passaggio, che ci
consente di valicare quel muro di cinta, quella barriera che è la
pelle, per portare il nostro messaggio. Ecco,
allora, che si comincia a delineare la vera natura della manualita:
ultima fase espressiva di un processo che riguarda chi dona,
il quale scaturisce da un moto interiore e primo atto di ricezione
o, meglio, di ricettivita di colui che accetta. Prima
ancora di cominciare il massaggio, fuori, apparentemente non
succede nulla, ma nell'interiorità dei protagonisti
già esiste un reciproco scambio di messaggi, di sensazioni
che sono il naturale preludio all 'esperienza successiva. La
sensibilità dell 'operatore suggerira la natura (prakriti)
del paziente e quindi tutta la sua composizione psico-fisica. Il tessuto che andremo a massaggiare, pertanto, sarà da noi considerato la particolare espressione di un universo, nel quale la presenza armoniosa di tali elementi si traduce in ciò che comunemente chiamiamo salute. Libero
Gentili |
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Al
livello più basso di vibrazione l' energia possiede una
sostanza (solidità), odore, sapore, forma e nella sua espressione
più pura, se percossa, possiede un suono.
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