Centro Yoga Paramarta

asana | mantra | mudra | suryanamaskar | pranayama
meditazione | i samskara
ganesha | shivalinga
arte | societą | religione
la tradizione | test ayurvedico | i guna e i dosha | tavola degli alimenti secondo la prospettiva ayurvedica
saggi | sezione testi - BrihadAranyaka Upanishad | sezione audio
tradizione | ayurveda | sanathana dharma | vie dello yoga | filosofia | calendario hindu | controcorrente | la pratica
i processi di purificazione: neti | nauli | vastra dhauti | kapalabhati | shankprakshalan
festivitą indł | yogi quiz | Live Chat con gli insegnanti del Centro Yoga Paramarta

Gli approfondimenti sezione Le Vie Dello Yoga                               

 

Mudra

L'idea dominante in tutte e due le tradizioni è quella di un gesto della mano che serve sia a contraddistinguere le differenti divinità, ciascuna esprimente una particolare caratteristica o "potenza", sia a sigillare o "sugellare" - in senso esoterico - le formule magiche o "mantra" proferiti durante il rito.

Tradizioni a confronto

Nella tradizione estremo orientale troviamo il termine yin (Sino - Giapponese= in, contraddistinto dalla figura del titolo).
La lingua sanscrita lo rende con le parole: segno, gesto simbolico, sigillo, mentre la tradizione giapponese si riferisce più esplicitamente al gesto assunto nel rito.

L'idea dominante in tutte e due le tradizioni è, comunque, quella di un gesto della mano che serve sia a contraddistinguere le differenti divinità, ciascuna esprimente una particolare caratteristica o "potenza", sia a sigillare o "sugellare" - in senso esoterico - le formule magiche o "mantra" proferiti durante il rito.

Nella funzione esoterica, quindi, essa esprime in maniera assai esplicita il modo di tenere le dita, equivalente ad un gesto mistico volto a garantire l'efficacia stessa del rito.
Il gesto, infatti, esprime un segno, un "sigillo" rituale ed il sigillo, preso in termini generici, garantisce l'autenticità di ciò che lo porta.

Nel noto mantra tibetano Om mani padme hum, che potrebbe essere tradotto nell'esclamazione: "Ah! Il gioiello nel Loto" e di cui André Van Lysebeth dà una interpretazione tantrica sostenendo che il diamante (vajra) è l'organo maschile; padme - il fiore di loto - simboleggia la yoni o l'organo femminile, per cui: "Om, il lingam nella yoni", ogni sillaba è identificata ad un colore, secondo lo schema seguente

A loro volta, sillaba e colore sono rapportati al movimento delle dita che esprimono il mudra.

In tal modo la serie completa della mudra rituale deve, attraverso un'azione sul sistema nervoso, produrre determinati effetti sia sul livello psicologico che fisiologico.
Una prima spiegazione di tutto ciò è che i mudra, composti da alcuni gruppi di movimenti e gestualità, sono tradizionalmente basati sul risultato di fenomeni fisiologici: paura, gioia ecc.


Le mudra a "mani giunte"

Alcune mudra appartenenti sia alla tradizione buddista che induista sono note come "mudra a mani giunte" in cui la loro posizione ricorda, orientativamente, lal nota mudra definita anjali (che, nel caso specifico, sono collocate al di sopra del capo).

In questa serie il contatto dei palmi varia in rapporto alla forma particolare che si intende richiamare alla coscienza.

 

Hridaya. I palmi completamente uniti. Indica il cuore (hridaya) fermo e sincero.


Hridaya

Samputa o Samputanjali. Deriva da quella precedente. Il termine sanscrito descrive lo spazio tra due ciotole ed è tradotto in Devanagari sotto la figura.
Le dieci dita sono unite assieme, ma tra i palmi viene lasciato un piccolo spazio che rappresenta lo spazio del cuore svuotato delle passioni.

samputa

Puna. Simbolizza il fiore di loto che sta sbocciando. In questo mudra le dita sono unite, tranne: indice, medio anulare le quali sono leggermente separate indicando il progressivo dischiudersi del fiore.

puna

Origine

Alcune mudra più conosciute in Occidente sono quelle generalmente praticate nelle scuole di yoga e che accompagnano la meditazione del praticante.
Da notare che il corrispondente termine Sino - Giapponese, riporta sempre la parola in.

Abhayamudra [Semui - in]

abhaya

Quella della mano destra è il gesto della preghiera, ma anche quella di colui che impartisce benedizione e salvezza.
Viene definita: " mudra che scaccia la paura".

Srimudra [kichijo in]

srimudra

Questa mudra si assume unendo la punta del pollice con quella dell'anulare. E' la mudra della buona fortuna e si assume con la mano sinistra la quale rappresenta la concentrazione.
Il cerchio che deriva dall'unione delle due dita è simbolo di perfezione che si realizza attraverso l'intelligenza (il pollice) ed il fuoco (l'anulare).

Dhyanamudra [Jo - in]

E' il gesto che si assume durante la meditazione ed è intimamente connesso all'idea del samadhi, il completo riassorbimento del pensiero nell'oggetto di concentrazione

sue varianti:

 

 

Adhara. Il termine sanscrito indica il potere di sostenere, di fornire supporto. Le dita sono ricurve a formare una coppa ed il gesto indica l'atto di trattenere l'acqua.

adhara

Uttanaja. la mudra simbolizza la chiarezza e la mancanza di dissimulazione, così come la purezza è il simbolo del loto o del Dharma.

uttanaja

Kamala. Questo termine in sanscrito significa fiore di loto. La forma simbolizza il fiore non ancora sbocciato.
Lo spazio tra i palmi è leggermente più grande che nel mudra precedente.

kamala

Pranama. la mudra del rifugio. Le dita della mano destra sono intrecciate alla sommità con quelle della mano sinistra.

pranama

Viparita. Il termine sanscrito significa invertito, al contrario. Nel mudra la mano destra e la sinistra sono unite per i dorsi e le dieci dita sono intrecciate l'una con l'altra.

viparita

Viparyasta. Indica che le mani sono piazzate dorso contro dorso, una sull'altra.
Il palmo sinistro è in basso, mentre quello destro è diretto in alto.

viparyasta

 

Via della Rocca,26 Monterotondo (RM) Tel. 069065868
 -  Live Chat

Licenza Creative Commons
Questa opera č tutelata da una Licenza Creative Commons.