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Gli approfondimenti sezione Filosofia e dintorni                             

 

Preksha, la consapevolezza profonda della realtà

L'aforisma "sampreksheta atmanamatmana" del Canone Jaina, traduce il concetto: vedi, percepisci te stesso .
Quindi il vedere, l'osservare è il fondamentale principio per il tipo di meditazione che ne eredita il nome: Preksha.


"Solidificazione" del karma

Il Giainismo, come tutte le altre religioni indiane, concepisce il tempo formato da immensi cicli cosmici nei quali la condizione morale e fisica dell'universo, a rotazione, migliora e declina.

Il traguardo della religione consiste nella trasformazione dell'anima individuale attraverso innumerevoli esistenze e questo può avvenire semplicemente affrancando l'anima dal potere del karma.
Tutte le religioni indiane sostengono che le qualità morali dei precedenti comportamenti influenzeranno il destino delle esistenze future, ma i Giaina sono i soli a vedere il karma inequivocabilmente come materia.

L'anima incarnata dell'individuo è ingombrata ed oscurata dalle minuscole particelle di materia che vengono attratte dal comportamento fisico e mentale. L'inevitabile frutto del karma che ne deriva, è una vera e propria sciagura, compreso il desiderio e gli attaccamenti che spingono,a loro volta, verso ulteriori comportamenti.

Si comprende quanto sia importante, per questa cultura, controllare minuziosamente la realtà che riguarda l'individuo, in ogni sua circostanza.
L'aforisma "sampreksheta atmanamatmana" del Canone Jaina, traduce il concetto: vedi, percepisci te stesso .
Quindi il vedere, l'osservare è il fondamentale principio per il tipo di meditazione che ne eredita il nome: Preksha. Si basa, essenzialmente, non sulla concentrazione della mente, ma su quella della percezione.

Le percezioni

Shwas Preksha, percezione del respiro

Regolare il respiro allungandolo, rallentandolo e ritmadolo. Escludere qualsiasi altro pensiero.
Focalizzare la percezione dell'ombelico ed osservare attentamente il movimento di espansione e di contrazione dell'addome .
Successivamente spostarsi con la percezione all'interno delle narici e rimanere consapevoli del flusso ritmico che le attraversa.

Con la semplice guida mentale, percepite il transito in maniera alternata: inspiro a sinistra ed espiro a destra; inspiro a destra ed espiro a sinistra...
Se non vi riuscite con il comando della mente, utilizzate il movimento degli occhi (chiusi): completamente rivolti all'estremità sinistra quando il transito (insp. ed esp.) è in quel lato, ed il contario per il lato opposto.
Cercate di non utilizzare le dita.


Sharira preksha, percezione del corpo

Il procedimento è simile al Kayotsarga, ma con maggiore intensità. La percezione del corpo inizia dall'alluce destro e termina alla sommità del capo.
Alla fine tornate a percepire il corpo in modo globale.

Preksha

Questo termine significa: percepire attentamente e profondamente. I successivi stadi della meditazione Preksha sono:

  • Kayotsarga , rilassamento totale
  • Antaryatra , viaggio interiore
  • Shwas Preksha , percezione del respiro
  • Sharira Preksha , percezione del corpo
  • Chaytanya Kendra Preksha , percezione della psiche
  • Leshya dhyana , percezione psichica dei colori
  • Bhawana , autosuggestione
  • Anupreksha , contemplazione.

 

Rilassamento totale e "viaggio interiore"

Kayotsarga, rilassamento totale

Questa fase è preceduta dall'assunzione di una postura: padmasana, sukhasana, vajrasana; dall'assunzione di un mudra - generalmente Gyan mudra - e dalla recitazione di Mahaprana dhwani , la quale si pratica nel modo seguente:

- inalare profondamente per 5, 6 secondi
- espirare dalla bocca, con le labbra quasi totalmente chiuse, emettendo dalla gola il caratteristico suono dell'ape. Ripetere almeno cinque volte.

Kayotsarga prosegue con il rilassamento generale, mantenendo la posizione assunta. Concentrare la mente su ogni parte del corpo, una alla volta, cominciando dal piede destro e terminando in cima alla testa e utilizzando la forza dell'autosuggestione.

Antaryatra, viaggio interiore

Yatra è il termine con il quale si definisce un pellegrinaggio.
Focalizzare la percezione alla base della colonna vertebrale e muovere l'attenzione verso l'alto, fino alla sommità della testa. Ripetere svariate volte questo movimento, regolandolo con la respirazione: verso il basso durante l'inspiro; verso l'alto durante l'espiro.

Chaytanya Kendra Preksha, percezione della psiche

Spostare la percezione nei seguenti centri psichici:

Shakti kendra base della colonna
Swastya kendra basso ventre
Taijasa kendra ombelico
Ananda kendra vicino al cuore
Vishuddhi kendra gola
Brahma kendra punta della lingua
Prana kendra aperture nasali
Chakshus kendra occhi
Apramada kendra orecchie
Darshan kendra centro tra sopracciglia
Jyoti kendra centro della fronte
Shanti kendra parte frontale del capo
Gyan kendra sommità del capo


Leshya dhyana, percezione psichica dei colori

La percezione psichica dei colori va visulizzata nei seguenti centri, associandola all'oggetto specifico.
L'effettiva visione di quel colore particolare può avvenire solo a condizione di una totale stabilità e fermezza della mente.

Ananda kendra verde smeraldo purifica la mente
Vishuddhi kendra blu collo del pavone autocontrollo
Darshan kendra rosso sole nascente risveglio dell'intuizione
Gyan kendra e Chakshus kend giallo oro percezione acuta
Jyoti kendra bianco luna piena tranquillità

 

Autosuggestione e contemplazione

Anupreksha

Lla pratica della contemplazione comprende due differenti categorie:

  • contemplare e riflettere sulla realtà eterna; questo consente al praticante di rapportarsi faccia a faccia con questa realtà;
  • ottenere cambiamenti attitudinali dal processo di auto suggestione. E' l'applicazione pratica della forza di volontà che il praticante ha ottenuto e rinforzato dagli stadi precedenti della meditazione Preksha.

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