| Il
bagno sacro
Sostenere che il bagno rappresenti per un indù una
pratica costante, forse ossessiva agli occhi di un osservatore
occidentale, non è affermare certamente una novità.
Ma, generalmente, questo aspetto peculiare alla cultura indiana,
non è conosciuto nella sua effettiva dimensione.
Esso viene addirittura impartito all'idolo che rappresenta la divinità alla
quale è rivolta la puja.
Ed è questa la sezione del rito che presenteremo nel prosieguo
della nostra descrizione.
Intanto, il capitolo 155 di Agni Purana (la corretta pronuncia
di "agni" è [aghni] con la "g" dura)
descrive le norme che il fedele deve seguire quotidianamente.
Egli deve abbandonare il letto nell'ora del Brahmamuhurta (circa
le quattro e mezzo del mattino) ed iniziare, così, le sue
pulizie mattutine. Non ci si può, infatti, dedicare alla
pratica religiosa, se prima non si è purificato il corpo.
Dopo le funzioni escretorie (che il testo prescrive secondo regole
definite - ad es. indicando il luogo che non deve essere né una
pubblica strada, né sulle acque, né sull'erba) ci
si deve pulire adoperando rigorosamente la mano sinistra.
Quindi si procede con il bagno vero e proprio. Qualsiasi atto religioso,
compiuto senza il bagno preliminare, è privo di effetti
meritori.
L'acqua del pozzo è adatta al bagno; ancora meglio quella
di una fontana.
Seguono, nell'importanza, l'acqua del lago, di un fiume, di un
sito sacro (tirtha). L'acqua del Gange è quanto di meglio
si possa ottenere.
Ci si immerge oltre il capo recitando mentalmente i mantra previsti.
Successivamente si debbono asciugare il capo ed il corpo, strofinandoli
con un panno asciutto. Quindi si offre simbolicamente l'acqua agli
dei ed agli antenati. |
Quattro
fasi
AVAHANA (invocazione)
Se non si tratta di puja nel tempio, nel
caso di Vishnu e Shiva, vengono impiegati, rispettivamente, la pietra
Shalagrama ed il bana-linga. Si richiede alla divinità di
accettare la puja.
"Om. Mille teste ha il Purusha, mille occhi, mille gambe. Da
ogni parte pervadendo la terra, egli riempie uno spazio largo dieci
dita " (RigVeda 10.90.1) Vieni, signore del dio degli dei, enorme
spelndore, signore del mondo, accetta la puja che è officiata
da me, o migliore degli dei. Salute alle nobili divinità...ecc.
Per questa invocazione offro una manciata di fiori.
ASANA (seggio)
Alla divinità viene offerta una
foglia di tulsi (basilico sacro) come sostituto del seggio.
"Om. Questo Purusha è tutto ciò che è stato
e tutto ciò che deve ancora avvenire; il signore dell'immortalità che
cresce tuttora con il cibo " (RigVeda 10.90.2) Signore del dio
degli dei, accetta per il tuo piacere questo seggio che è tempestato
di giolielli ed ornato d'oro. Salute alle nobili divinità...ecc.
Per questo seggio offro una foglia di tulsi.
PADYA (acqua per lavare i piedi)
L'officiante versa dell'acqua sui piedi
della divinità.
"Om. Così potente è la sua grandezza; si, più grande
di tutto ciò è il Purusha. Un quarto di lui è tutti
questi esseri; tre quarti, l'eterna esistenza nel cielo. " (RigVeda
10.90.3) O signore degli dei che puoi concedere ogni felicità,
accetta l'acqua per lavare i piedi che viene offerta con devozione.
Signore del mondo, salute a te. Salute alle nobili divinità...ecc.
Offro acqua per lavare i piedi.
ARGHYA (acqua)
Acqua mischiata a svariati ingredienti, tra cui pasta di sandalo,
viene versata dalle mani a coppa.
"Om. Con tre quarti il Purusha è salito; un quarto di
lui è ancora qua. Da qui percorse ogni angolo, su tutto ciò che
mangia e che non mangia " (RigVeda 10.90.4) Salute a te, signore
del dio degli dei; salute a te, Vishnu. Salute a te, sostegno del
mondo, accetta la nostra acqua.
Io offro arghya.
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| Le
prescrizioni
Seguono alcune prescrizioni:
Dare la precedenza a chiunque trasporti un peso, ad una donna incinta,
al precettore. Non fissare mai il sole sia all'alba che al tramonto;
non fissare mai il rflesso della luna nelle acque.
Non guardare mai una donna nuda!
Non sbirciare in un pozzo; non entrare in una casa se non attraverso
il cancello principale. Non interrompere coloro che stanno parlando.
Non rivolgere parola ad una donna durante il mestruo.
Non ridere, starnutire o sbadigliare senza aver portato il palmo
della mano dinnanzi alla bocca.
Il giorno del vostro compleanno adorate la luna, gli dei, i brahmini.
Non ungete il corpo durante il 4°, 6°, 8° giorno della
quindicina lunare.
La lista dei divieti e delle prescrizioni potrebbe continuare.
Possiamo affermare, per diretta conoscenza, che se nelle grandi
città questo retaggio è divenuto estraneo, quanto
lo sarebbe per un occidentale, per la gente che vive nei villaggi
e nei piccoli centri - ed è la stragrande maggioranza dell'India
- gran parte di queste pratiche sono tuttora in vigore. |
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