Come
può, una semplice "conoscenza" teorica condurre ad una vera e propria
realizzazione? Che significato avrebbe conoscere l'esistenza di tale Realtà,
se poi tutto il comportamento umano non è conforme ad essa?
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Nel bagaglio culturale dell'India antica risuonano costantemente i motivi del perenne ciclo delle rinascite, del susseguirsi ininterrotto di giorni e di notti di Brahma ai quali corrisponderebbero la nascita ed il collasso degli Universi, in una interminabile danza che sembra riproporre all'infinito le altrettante infinite movenze di cui è capace un ballerino estatico. Non una, ma cento, mille, un miliardo di volte
per esaurire tutte quelle possibilità che rappresentano
il compimento di un piano preordinato dalla Perfezione divina.
Ciascuna possiede le sue particolari inclinazioni,
secondo un orientamento che non è del tutto arbitrario,
perché rimane
in parte fedele a ciò che l'anima antica ha saputo sperimentare
nel corso delle innumerevoli esperienze. |
Ma "...l'indagine nel Brahman
- il cui frutto è infinito e permanente - segueimmediatamente,
nel caso di colui che avendo letto i Veda insieme alle altre discipline
[karma, e quindi la via del karma marga] ha raggiunto la consapevolezza Attraverso la giusta serie di azioni,
il ricercatore procederebbe, così, alla conoscenza più alta:
Jnana marga. Tale errata conoscenza separativa continuerà sino
a che le azioni continueranno, conducendo inesorabilmente al
ciclo delle rinascite. |
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Bhakti, la via dell'incondizionata devozione al divino al quale ci si accosta con i riti (puja), canti (kirtana), l'incessante ripetizione del suo nome (japa) e del suoricordo (smaranam), l'ascolto (sravana) delle storie amorose di krishna e della sua amata. La suprema devozione e l'intenso attaccamento al nome divino non pretendono una conoscenza filosofica e metafisica. La sola fede nell'esistenza di Dio è l'unico fondamento della Bhakti. Ma coloro che sono propensi al servizio del prossimo,
e non si sentono totalmente appagati dalla sola preghiera e dallariflessione,
trovano il loro sentiero nel karma marga. "questo mondo è incatenato
all'azione. O figlio di Kunti [Arjuna] compi l'azione in funzione
del sacrificio, libero da attaccamento" "colui che pur dominando i sensi, continua
a
pensare ai suoi oggetti con attaccamento, è
chiamato illuso ed ipocrita"
"chi, frenando i sensi con la mente e senza
attaccamento intraprende il Karmayoga, è il
trionfatore". |
Sembrerebbe, quindi, che jnana marga, la scelta della conoscenza sia la via preferenziale che può condurre direttamente all'affrancameto dell'individuo dalle limitazioni e debolezze della natura umana. Ma può, una semplice "conoscenza" teorica condurre ad una vera e propria realizzazione? Che significato avrebbe conoscere l'esistenza di tale Realtà, se poi tutto il comportamento umano non è conforme ad essa? Se si procede verso l'annichilamento dell'ego,
come sostiene la dottrina di questa sadhana, ma non lo si sostituisce
con il "servizio" verso
il prossimo riconoscendo in ciò una espressione di "devozione" dovuta
all'Essere che si esprime e si manifesta anche per mezzo di tutti
coloro che ci La diversificazione dei sentieri è, dunque, estremamente
utile per imboccare un percorso che risulti più consono
al carattere ed alle naturali inclinazioni di ogni ricercatore,
ma quando si è attraversato il fiume con una zattera, è perfettamente
inutile seguitare a caricarsela sulle spalle!
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