Dietro
la creazione c'è la "coscienza", la più vasta
coscienza che esista, chiamata Cit o Samvit,
ovvero "ciò in cui tutte le cose sono trovate o
conosciute, e ciò che si trova e si conosce in tutte le cose".
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Nella produzione filosofica indiana, ad iniziare dai Veda fino ad arrivare alla produzione upanishadica, la creazione è sempre stata il frutto di un sacrificio che il mito descrive come lo smembramento di un essere divino, dalle cui parti vengono generati i mondi. Sin dalle origini, quindi, il sacrificio è il pilastro del sistema religioso vedico e le descrizioni dei riti sacrificali rappresentano una parte sostanziale dei testi sacri. Una ingiunzione vedica
fa del sacrificio la imprescindibile condizione per ottenere
la salvezza: "svarga-kamo yajeta", colui
che desidera il paradiso deve sacrificare. Questa cosmologia presuppone, quindi, una sostanziale riflessione del piano divino su quello umano; una sorta di specularità che conduce al confronto tra "macrocosmo" e "microcosmo".
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Ma dove ritroviamo, in tale contesto,
l'eco del "sacrificio" iniziale? |
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Tale
idea è il
fondamento di tutta la letteratura tantrica del medio evo indiano,
dove si ribadisce che nulla esiste nell'Universo [macrocosmo] che
non sia presente nell'uomo [microcosmo]. Shabda è un fenomeno sonoro; il termine "shabda
kosha" [lett.
l'involucro del suono] è usato per indicare un vocabolario,
un dizionario, un glossario di termini. Questo aspetto dello Shabda- Brahman è, nella filosofia tantrica, la madre divina dell'Universo: Maha Shakti o Maha Devi. Dietro la creazione c'è la "coscienza", la più vasta
coscienza che esista, chiamata Lo Shabda-Brahman è anche conosciuto con il nome di Shiva. |
Rimane una serie intera di altri aspetti della
Shakti, ancora attivi, che in qualche modo tiene animati i precedenti
passaggi nel cammino verso l'elemento terra. Così nel corpo umano, come nel cosmo, sono attive innumerevoli shakti le quali non sono altro che forme di manifestazione della Shakti primordiale. I sei centri [chakra] sono da considerare come i principali passaggi nella sua migrazione dal Paradiso alla Terra. Il "loto dai mille petali" è la regione della pura, non offuscata
coscienza e perciò il regno di Shiva , ma è anche la dimora natale
di Shakti. Questo è il risultato della "migrazione" della Shakti fuori
della sua "casa spirituale", verso la regione terrestre della materia
densa. Lo yogi cerca di oltrepassare questa illusione in tutti i suoi illimitati
effetti. |
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