"L'omicida
di un Brahmano - a seconda del grado di colpevolezza - rinascerà in
un cane, un maiale, un asino, un cammello, un toro, una capra,
una pecora, un cervo, un uccello, un Chandala [fuori
casta, nato da padre brahmano e da madre shudra], un Pulkasa [nato
da una madre kshatriya e da un padre shudra]".
| Il
codice di Manu Un Dvija [lett. = nato due volte, appartenente alle prime tre caste] che ruba ad un Brahmano passerà migliaia di volte nei corpi di ragni, serpenti e camaleonti; di mostri marini e demoni assetati di sangue. Colui che viola il letto del suo guru, migrerà per centinaia
di volte in un vegetale, un cespuglio, una pianta rampicante, in
animali carnivori e bestie dai lunghi denti o bruti crudeli. Un uomo che, con cupidigia, ha rubato gemme, perle, coralli o
qualsiasi altro oggetto prezioso, rinascerà nella tribù degli
orafi (!); se ha rubato grano rinascerà come topo; ..." |
Quelle anime, separate
quasi inconsapevolmente dalla reale sorgente della loro esistenza,
sono in verità spinte a
ritornare ad essa, ovvero a fondersi nuovamente nella divina
sostanza dalle quali sono state originate. La Religione insegna che
questo obiettivo può essere
raggiunto attraverso la stretta osservanza dei riti e delle prescizioni
in conformità ai precetti del dogma stesso. Una più generale dottrina della migrazione delle anime è basata sulla teoria filosofica delle tre qualità cosmiche:
Manu sostiene che le anime rivestite di sattva ottengono la
condizione degli dei; quelle rivestite di rajas, la condizione
di uomini e le altre, invischiate nel tamas, la natura delle
bestie. Il livello più basso della qualità tamas è quella degli oggetti inanimati, vermi, insetti, pesci, serpenti, tartarughe, bestie domestiche e selvagge. |
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La lettura di questo brano appartenente al Manavadharma shastra - le leggi di Manu - un vero e proprio codice morale, etico, sociale, religioso dell'universo indù al quale anche Nietzsche ha prestato particolare interesse: ["...in esso è stabilito il compito di allevare tutte
insieme non meno di quattro razze: una sacerdotale, una guerriera,
una di mercanti e di contadini, infine una razza di servi: i Shudra. suggerisce, almeno, un paio di principi che sono alla base della vita e della morte nella cultura indiana, e cioè che:
Sul primo punto non sarebbe necessario soffermarsi, se non per rilevare quanto, oggi, certe "correnti di pensiero" tendano a volgarizzare una cultura privandola spesso dei suoi doveri etici e morali - a volte anche molto pesanti - in virtù di una spinta alla indiscriminata quanto remunerativa diffusione della moda indiana. Il dogma della trasmigrazione divenne parte integrante della religione
brahmanica. |
Lo stato intermedio è quello di un elefante, un cavallo, uno Shudra, un barbaro (Mleccha), un leone, una tigre, un cinghiale. Il livello più alto di tamas è quello di un uccello, un imbroglione, un demonio chiamato Rakshasa, un demone vampiro. Il livello più basso di un'anima rivestita di rajas può essere quella di un pugile, un ballerino, un uomo che vive mediante l'uso di armi, un addetto ai luoghi dove si gioca e si beve. Il livello intermedio è quello
di un Re, un militare, il prete di un Re, un avvocato. Il livello più basso della qualità sattva compete al Vanaprashta (l'uomo, cioè, che è divenuto eremita in virtù del terzo stadio della vita), un mendicante religioso, un Brahmano, un semidio. Il livello intermedio appartiene a colui che ha l'incarico permanente di eseguire sacrifici, ai Rishi, ai mani, o progenitori dell'umanità. La condizione più alta è quella
di Brahma, il creatore; appartiene, inoltre, al principio che
personifica il Dharma e a quello che personifica Mahat (il principio
intellettuale) o a quello di Prakriti (la materia, o natura).
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