per la linfa della vita mentre facciamo il primo passo; per il potere della vita mentre facciamo il secondo passo; per la ricchezza abbondante mentre facciamo il terzo passo; per la felicità mentre facciamo il quarto passo; per i figli, mentre insieme rinnoviamo il quinto passo; per una lunga vita mentre facciamo il sesto passo insieme
sii tu la mia compagna per la vita, mentre facciamo il settimo passo.
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Il matrimonio, per un indù, rappresenta
la tappa più importante della vita, sia per lo sviluppo
della personalità individuale che per la continuità della
famiglia la quale, secondo una visione tradizionale, è ancora
considerata la prima istituzione sociale. Indubbiamente l' istituzione del matrimonio in India conserva
ancora il suo carattere sacro nonostante si assista, nelle grandi
città industrializzate ad un lento ma progressivo ridimensionamento
dell 'antica concezione della famiglia in cui nuovi problemi e
nuovi ritmi di vita non coincidono più con quelli della
grande famiglia rurale. |
I
clan Gotra, designa una stirpe esogama all 'interno di una stessa casta
i cui membri si considerano discendenti di uno stesso antenato
mitico.
Ma non basta! Si confrontano gli oroscopi dei giovani sposi, si tiene in considerazione la loro età, le loro inclinazioni, i relativi caratteri; si verifica la posizione degli astri al momento della loro nascita in quanto questa determina le loro affettivita coniugali. Dopo tante scelte e tanti accomodamenti i riti pre nuziali si
svolgono senza interruzione durante svariati giorni nelle case
delle due famiglie. Se le famiglie che stanno per imparentarsi vivono nei villaggi,
tutto il villaggio vive l' atmosfera festosa. I muri esterni delle
case vengono piacevolmente decorati con disegni rappresentanti
soggetti convenzionali (divinità ecc.) i motivi simbolici
dello swastika, della Om, elefanti, cavalli, cammelli ornati di
piante e di fiori. |
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La famiglia indù, tuttavia, era e continua ad essere la grande famiglia congiunta; vale a dire che sotto lo stesso tetto o gruppi di tetti vivono fratelli, zii, cugini e nipoti il cui patrimonio, inalienabile, è proprietà di tutti. Anche se queste grandi famiglie sotto l' impulso di nuove esigenze
tendono ora a frazionarsi, nelle questioni importanti come quelle
matrimoniali, occorre ancora consultare tutti e pervenire ad un
accordo unanime prima di prendere una decisione finale riguardante
la scelta degli sposi: i tutori della gioventù da maritare
giocano un ruolo ancora importante. In realtà la scelta è il risultato di una alleanza di famiglie le cui trattative sono sempre lunghe e complicate. Il legame tradizionale indù, proprio per il suo carattere
sacro, è sempre stato considerato indissolubile, anche nel
caso in cui non sia stato consumato.
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Il giorno delle nozze lo sposo, seguito dalla schiera dei parenti ed amici, viene ricevuto sulla soglia di casa dal futuro suocero che a titolo di buon augurio gli offre una bevanda a base di latte e miele: madhuparka, mentre la futura suocera lo riceve sulla porta con un vassoio sul quale sono sistemate lampade ad olio, fili di erba verde, riso non decorticato, pasta di curcuma, polvere di colore rosso. Nell 'ora astrologicamente propizia gli sposi vengono condotti nel
padiglione appositamente eretto nel cortile interno della casa, sedendosi
dietro una tenda. Quindi la sposa viene condotta per mano attorno al fuoco sacro; i loro abiti sono annodati come simbolo di unione fisica e spirituale. Si procede alla cerimonia dei sette passi, descritta a lato. Il giorno seguente, la coppia ora sposata
secondo i riti, torna alla casa dello sposo. La sera essi contemplano
la stella polare, simbolo di stabilità e fedeltà. Durante tre o quattro
notti la coppia si astiene da rapporti, dopo di che lo sposo adempira
ad un rito al fine di favorire il concepimento e finalmente il matrimonio
verrà consumato. E' questa, probabilmente, la fase
più nota
di tutta la complessa cerimonia nuziale. Originariamente esistevano altre forme rituali, sempre riferite a differenti divinità o ad esseri soprannaturali tra cui: Daiva, Arsha, Prajapatya generalmente approvate e permesse a brahmani. Le altre, attualmente desuete o raramente seguite, erano la conseguenza delle circostanze che causavano il matrimonio: Gandarva consisteva nella semplice unione tra un uomo ed una donna Asura, per acquisto della sposa Rakshasa, che avveniva per ratto della fanciulla Paisaca, una sorta di matrimonio "riparatore". |
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