Le ore, i giorni, le stagioni, persino le esperienze
della nostra vita si ripresentano puntuali lasciandosi, ogni volta, interpretare
alla luce del tempo vissuto.
La stessa età del mondo muore e risorge dalle sue ceneri; non
sarebbe difficile accogliere in noi questa realtà, se avessimo
il coraggio di andare un pò al di là del dogma...
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Nel rapporto con il mondo, siamo costantemente
protesi verso il futuro in una visione che privilegia il "divenire" piuttosto
che il "consolidare"; ancor meno il recupero di ciò che è passato. Le ore, i giorni, le stagioni, persino le esperienze della nostra
vita si ripresentano puntuali lasciandosi, ogni volta, interpretare
alla luce del tempo vissuto. Gli antichi la conoscevano molto bene: il “Grande Anno” di
Platone, le “Quattro età dell'Umanità” di
Esiodo, la “Dottrina degli Yuga” della tradizione ortodossa
indiana. Per la tradizione indiana, la virtù corrisponde ad uno
stato di perfezione, la quale non può non deteriorarsi se
nella vita dell'uomo il tempo ingiallisce ed invecchia ogni cosa. |
Oggi siamo,quindi, nell'anno 5105 del Kali Yuga. Il Toro del Dharma è rimasto su una sola zampa e sicuramente
cadrà in maniera definitiva per la totale mancanza di sostegno. Riassumendo:
TOTALE del Maha Yuga 12.000 anni. Il valore temporale di questi anni, in realtà, si riferisce
all'esistenza degli dei per i quali un anno è pari a 360
anni degli uomini.
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Krita yuga è l'età originaria, dove la virtù è integrale nell'uomo e il Dharma (la legge morale) è paragonato ad un Toro che si sostiene su tutte e quattro le zampe.
Alla luce dei valori attuali siamo portati a descrivere tale periodo
attraverso una visione idilliaca della vita, dove la morale viene
immaginata simile a quella che descivono il nostro codice etico
e le leggi del XXI secolo. Il periodo del Krita yuga è formato da 4000 anni e siccome
siamo in una visione ciclica della vita, esso avrà un'alba
(Sandhya) ed un tramonto (Sandhyasana) di 400 anni ciascuno: quindi,
in tutto 4800 anni. Questo periodo viene chiamato Treta yuga e dura 3000 anni, con un'alba ed un tramonto, rispettivamente di 300 anni: in totale 3600 anni. Nel Dvapara yuga il Dharma si corrompe ancora più velocemente, tant'è che il suo periodo è di 2000 anni con un'alba ed un tramonto di 200 anni ciascuno: in totale 2400 anni. Eccoci giunti all'epoca attuale: il Kali yuga. La tradizione sostiene che esso sia iniziato il 17 Febbraio 3102 a.C. in concomitanza con la grande guerra tra le dinastie dei Pandava e dei Kaurava descritta nella grande epica del Mahabharata e, secondo la tradizione Vaishnava, giorno in cui Krishna abbandona il pianeta. |
In realtà vi sono varie interpretazioni sulla durata effettiva degli yuga, una delle quali fa corrisponedre la durata del Kali yuga a 6.480 anni. Dato che in questo periodo il rapporto è uguale ad 1 (una zampa del Toro del Dharma) la durata è effettivamente di 6.480 anni. Andando a ritroso, nell'età precedente - Dvapara - il rapporto è uguale a 2 (due zampe del Toro) cioè 6.480 x 2 = 12.960. Nel Treta Yuga, il rapporto è 3 (tre zampe del Toro) quindi: 6.480 x 3 = 19.440. Nel Krita Yuga, il rapporto è 4 (4 zampe del Toro) quindi:
6.480 x 4 = 25.920 anni. La durata totale delle quattro età sarà,
pertanto, di 64.800 anni. Questa discordanza sostanziale tra le varie interpretazioni non ci consente di determinare l'esatta durata del ciclo e, secondo René Guenon: “...ciò che bisogna considerare in queste cifre, in maniera generale, è soltanto il numero 4.320 e non gli zeri, più o meno numerosi che lo seguono e che posson servire, soprattutto, a confondere colui che volesse dedicarsi a certi calcoli...” “...sappiamo già per i riferimenti che ci danno tutte le Tradizioni, di essere ormai da tempo nel Kali Yuga; possiamo aggiungere, senza tema di errori, che siamo anzi in una fase avanzata di esso, fase che viene descritta nei Purana con particolari che rispondono in maniera davvero sorprendente ai caratteri dell'epoca attuale; ma non sarebbe forse imprudente voler aggiungere altre precisazioni ed inoltre ciò non corrisponderebbe inevitabilmente ad una di quelle predizioni tanto avversate, non senza motivo, dalla dottrina tradizionale?”. |
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