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La filosofia, così come è concepita
in Occidente, dall'antichità classica fino ai nostri giorni, ha quasi sempre
riservato le sue gioie ed i suoi travagli a persone inclini per loro
natura alla speculazione, alla contemplazione, pensatori orientati verso
il piacere dialettico, rinchiudendosi nella gabbia dorata della pura
e semplice attività intellettuale.
In Oriente, ed in particolar modo in India, essa fa da sostegno alla
vita quotidiana più di quanto si possa immaginare, inserendosi
nei rapporti sociali, interpersonali, sostituendosi spesso con estrema
naturalezza alla stessa religione.
Le verità supreme non sono qualcosa di estremamente lontano e
nebuloso cui l'uomo si rivolge solo quando gli eventi, spesso dolorosamente,
lo costringono a bloccare il vortice allucinato dell'effimero e del superfluo.
La filosofia, in India, entra nei bisogni più pressanti dell'individuo
camuffandosi a volte da superstizione, altre indossando gli abiti della
magia e della credenza popolare.


