Le
grandi orecchie.
Tutta la filosofia indiana, dall'epoca vedica fino alla produzione puranica, ha sempre attribuito enorme importanza al suono (dal quale scaturisce tutta la manifestazione) e quindi alla parola (vak) che del suono è la manifestazione più potente.
Così le orecchie simbolizzano la discriminazione e il discernimento o l'abilità
di separare l'essenziale dal superfluo.
Secondo lo Sri Bhagavat tattva "...le orecchie
di questo dio somigliano ai ventagli dei mietitori, perché Egli seleziona
le parole che gli uomini gli rivolgono. Getta al vento la polvere del vizio
e della virtù, così che rimangono soltanto i valori reali". (Danielou).
Nella Tradizione l'orecchio interno è l'organo di senso che ascolta
le parole sacre: I Veda. Esse sono, pertanto, simbolo di Conoscenza.

"Ecco perché, o incantevole! Colui che trascura
di venerare le orecchie che ventilano, non scoprirà mai l'Assoluto sepolto
nelle forme mutevoli delle apparenze" (Sri Bhagavat tattva).