Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\SiteApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 11 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\CMSApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/src/Application/SiteApplication.php on line 275 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\SiteApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 27 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\CMSApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/src/Application/SiteApplication.php on line 275

Le ore, i giorni, le stagioni, persino le esperienze della nostra vita si ripresentano puntuali lasciandosi, ogni volta, interpretare alla luce del tempo vissuto.
La stessa età del mondo muore e risorge dalle sue ceneri; non sarebbe difficile accogliere in noi questa realtà, se avessimo il coraggio di andare un pò al di là del dogma.. 

L'età del mondo

Nel rapporto con il mondo, siamo costantemente protesi verso il futuro in una visione che privilegia il "divenire" piuttosto che il "consolidare"; ancor meno il recupero di ciò che è passato. 
Eppure, tutto ciò che ci gira intorno non calca la via di un percorso semplice e lineare, ma ci sospinge fatalmente sempre al punto di partenza, facendo del futuro solamente “uno spazio intermedio”.

Le ore, i giorni, le stagioni, persino le esperienze della nostra vita si ripresentano puntuali lasciandosi, ogni volta, interpretare alla luce del tempo vissuto.
La stessa età del mondo muore e risorge dalle sue ceneri; non sarebbe difficile accogliere in noi questa realtà, se avessimo il coraggio di andare un pochino al di là del dogma...

Gli antichi la conoscevano molto bene: il “Grande Anno” di Platone, le “Quattro età dell'Umanità” di Esiodo, la “Dottrina degli Yuga” della tradizione ortodossa indiana.
Secondo questa visione del mondo, il tempo dell'umanità è suddiviso in quattro grandi epoche - gli Yuga - la cui durata corrisponde, proporzionalmente, alla virtù o al Dharma che regna in ciascun periodo.
Tutto ciò non ha niente a che vedere con il moralismo giudaico-cristiano che descrive i nostri progenitori costretti a “vestirsi” di una foglia di fico per il rimorso del loro peccato che, per noi, diventerà originale, cioè consustanziale alla natura umana.

Per la tradizione indiana, la virtù corrisponde ad uno stato di perfezione, la quale non può non deteriorarsi se nella vita dell'uomo il tempo ingiallisce ed invecchia ogni cosa. 
L'esistenza umana, pertanto, verrà interpretata come un cammino discendente - per l'ineluttabile, temporaneo allontanamento dalla perfezione originaria - ai margini del quale numerosi sentieri indicano il percorso di ritorno attraverso l'ascesi e l'auto disciplina in una visione dignitosa e non piagnucolosa della vita.

Gli Yuga

Krita yuga è l'età originaria, dove la virtù è integrale nell'uomo e il Dharma (la legge morale) è paragonato ad un Toro che si sostiene su tutte e quattro le zampe.

Alla luce dei valori attuali siamo portati a descrivere tale periodo attraverso una visione idilliaca della vita, dove la morale viene immaginata simile a quella che descivono il nostro codice etico e le leggi del XXI secolo. 
La storia ci insegna invece che di morali, nel corso del tempo, ce ne sono state tante, per lo più in costrasto tra di loro e, comunque, ciascuna valida quasi sempre solamente per il tipo di umanità a cui si riferiva. 
Asteniamoci, quindi, per amore del decoro, dal fornire il consueto quadretto di un'epoca tanto lontana da noi.

Il periodo del Krita yuga è formato da 4000 anni e siccome siamo in una visione ciclica della vita, esso avrà un'alba (Sandhya) ed un tramonto (Sandhyasana) di 400 anni ciascuno: quindi, in tutto 4800 anni.
Il Dharma che era ben fondato, con il trascorrere del tempo si indebolisce - la metafora sostiene di 1/4 - quindi il Toro poggerà solo su tre zampe, cominciando a vacillare per l'indebolirsi delle virtù umane.

Questo periodo viene chiamato Treta yuga e dura 3000 anni, con un'alba ed un tramonto, rispettivamente di 300 anni: in totale 3600 anni.

Nel Dvapara yuga il Dharma si corrompe ancora più velocemente, tant'è che il suo periodo è di 2000 anni con un'alba ed un tramonto di 200 anni ciascuno: in totale 2400 anni.

Eccoci giunti all'epoca attuale: il Kali yuga. La tradizione sostiene che esso sia iniziato il 17 Febbraio 3102 a.C. in concomitanza con la grande guerra tra le dinastie dei Pandava e dei Kaurava descritta nella grande epica del Mahabharata e, secondo la tradizione Vaishnava, giorno in cui Krishna abbandona il pianeta.

Kali yuga

Oggi siamo,quindi, nell'anno 5105 del Kali Yuga.
Probabilmente non c'è bisogno di soffermarci nella valutazione dell'aspetto morale che caratterizza il nostro periodo.

Il Toro del Dharma è rimasto su una sola zampa e sicuramente cadrà in maniera definitiva per la totale mancanza di sostegno. 
Il periodo dura 1000 anni con un'alba ed un tramonto di 100 anni ciascuno: in totale 1200 anni.

Riassumendo:

  • Krita Yuga = 4.800 anni
  • Treta yuga = 3.600 anni
  • Dvapara yuga = 2.400 anni
  • Kali yuga = 1.200 anni

TOTALE del Maha Yuga 12.000 anni.

Il valore temporale di questi anni, in realtà, si riferisce all'esistenza degli dei per i quali un anno è pari a 360 anni degli uomini. 
Quindi, per noi, un Maha Yuga dura 4.320.000 anni (12.000x360), e secondo tale interpretazione la nostra età “sfortunata” è ancora ben lontana dalla sua fine.

 

 Le varie interpretazioni

In realtà vi sono varie interpretazioni sulla durata effettiva degli yuga, una delle quali fa corrisponedre la durata del Kali yuga a 6.480 anni. Dato che in questo periodo il rapporto è uguale ad 1 (una zampa del Toro del Dharma) la durata è effettivamente di 6.480 anni.

Andando a ritroso, nell'età precedente - Dvapara - il rapporto è uguale a 2 (due zampe del Toro) cioè 6.480 x 2 = 12.960.

Nel Treta Yuga, il rapporto è 3 (tre zampe del Toro) quindi: 6.480 x 3 = 19.440.

Nel Krita Yuga, il rapporto è 4 (4 zampe del Toro) quindi: 6.480 x 4 = 25.920 anni. La durata totale delle quattro età sarà, pertanto, di 64.800 anni.
Secondo tale interpretazione la fine del Kali yuga sarà tra 1.377 anni!

Questa discordanza sostanziale tra le varie interpretazioni non ci consente di determinare l'esatta durata del ciclo e, secondo René Guenon:

“...ciò che bisogna considerare in queste cifre, in maniera generale, è soltanto il numero 4.320 e non gli zeri, più o meno numerosi che lo seguono e che posson servire, soprattutto, a confondere colui che volesse dedicarsi a certi calcoli...”

“...sappiamo già per i riferimenti che ci danno tutte le Tradizioni, di essere ormai da tempo nel Kali Yuga; possiamo aggiungere, senza tema di errori, che siamo anzi in una fase avanzata di esso, fase che viene descritta nei Purana con particolari che rispondono in maniera davvero sorprendente ai caratteri dell'epoca attuale; ma non sarebbe forse imprudente voler aggiungere altre precisazioni ed inoltre ciò non corrisponderebbe inevitabilmente ad una di quelle predizioni tanto avversate, non senza motivo, dalla dottrina tradizionale?”.