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La "Festa dei vasi" sembra sia nata originariamente nel nord-India, celebrata in luoghi particolari posti sulla riva di un fiume. 
Bagnarsi nella sacre acque di un fiume o di un lago, non è interpretato semplicemente come una cerimonia purificatoria, ma ha un significato molto più profondo.

 

 

Il Kumbha Mela è indubbiamente l'evento religioso più rappresentativo di quella "istituzione" che nell'India è antica quanto l'uomo: tirtha yatra . 
Letteralmente significa: "intraprendere un viaggio presso il guado di un fiume". 
Nella pratica si riferisce a qualunque pellegrinaggio verso un luogo sacro. Tuttavia, il termine "pellegrinaggio" va inteso in un senso più esteso che non la materiale visita di un luogo specifico 

Benares, bagno sacro - foto d'epoca (per gentile concessione di Salvatore Maresca)

 

Uno yogi , ad esempio, può rimanere seduto, fisicamente immobile, immerso nella sua meditazione profonda e, tuttavia, praticare un pellegrinaggio ai cinque "santuari" . 
In tale contesto, il termine "pellegrinaggio" assume il significato di "condivisione" ed il termine "santuario" può indicare una certa qualità come, ad es., la verità . 
Sostiene il Linga Purana : " Verità, perdono, controllo dei sensi, amore verso tutti gli esseri viventi, semplicità sono "tirtha" [santuari] ". 
Quindi, "tirtha yatra" non indica solo il recarsi materialmente presso un luogo sacro ma, anche, disciplina mentale e morale.

Un altro esempio di "pellegrinaggio" è l'atto del pradakshina , che consiste nel girare in senso orario attorno ad un oggetto religioso. 
Il numero dei santuari, in India, è così grande e la pratica talmente onnipresente che l'ntera estensione del paese può essere considerata come un grande spazio sacro, organizzato all'interno di un sistema di centri di pellegrinaggio, ciascuno con importanza e caratteristiche diverse. 
Ma cosa spinge l'indù, più di ogni altro popolo, a viaggiare - spesso per mesi ed anni - alla continua ricerca di uno spazio sacro?

 

Naturalmente le necessità morali, religiose e, spesso, sociali di ciascuno non possono essere catalogate in maniera rigida e schematica; possiamo tuttavia riconoscere, all'interno di questa particolare cultura, due istanze fondamentali. 
La prima può essere ricondotta all'interno di motivi, diciamo così, di esistenza mondana: riti particolari, come la prima tonsura di un figlio maschio; un'espiazione; una impurità rituale [questo è il principale significato di ciò che noi chiamiamo "peccato"!] che una persona può aver acquisita... 
La seconda consiste, essenzialmente, nell'acquisizione di meriti religiosi in vista dell'esistenza oltremondana. 
Un bagno sacro, la dàrshana [sostare davanti all'immagine della divinità per poter essere "visti" da questa], la visita presso una persona dotata di una sacra reputazione... tutto ciò può essere motivo di pellegrinaggio.

Così come i luoghi sacri possiedono una loro gerarchia, in base all'importanza che rivestono, anche le occasioni di pellegrinaggio, ovviamente, sono strutturate in questo modo. 
Il Kumbha mela è, indubbiamente, il raduno più importante di pellegrini ed asceti che l'India possieda. 
Esso si celebra ogni dodici anni [maha kumbh] ed ogni sei anni [ardha kumbh]; le date sono pubblicate negli almanacchi tradizionali ( Panchang ) ed il più autorevole è quello dello stesso Governo indiano: Rashtriya Panchang . 
I luoghi sacri dove il Kumbha mela si celebra a rotazione, ogni tre anni, sono: Haridwar , Allahabad , Nasik ed Ujjain dove il raduno viene chiamato "Simhastha" anziché "Kumbha"

 

La "Festa dei vasi" sembra sia nata originariamente nel nord-India, celebrata in luoghi particolari posti sulla riva di un fiume. 
Bagnarsi nella sacre acque di un fiume o di un lago, non è interpretato semplicemente come una cerimonia purificatrice, ma ha un significato molto più profondo. 
Nel caso del Kumbha mela, ad esempio, il pellegrino ritiene di immergersi non nelle acque - per quanto sacre possano essere - ma addirittura nell' amrita (il nettare dell'immortalità) le cui gocce caddero in queste quattro città sacre durante la lotta tra dei e demoni, per la conquista dell'elisir della conoscenza. 
Per il devoto, quindi, tale elisir non è presente in forma simbolica ma, nel momento specifico e nel luogo particolare, il mito è riattualizzato e la bevanda sacra originale è presente realmente !

Anticamente, durante particolari congiunzioni astrologiche, in questi centri venivano portati dei vasi (kumbha) colmi di grano, immersi nelle acque sacre e quindi, mescolati ad altre sementi per garantire un buon raccolto. 
Un'altra versione del mito descritto nei Purana afferma che la preziosa bevanda fu spillata in quattro posti che divennero i luoghi consacrati per la cerimonia dei quattro "mela": Allahabad, alla confluenza del Gange e dello Jamuna; Haridwar, sul Gange; Ujjain, sullo Kshipra; e Nashik, sulla Godavari. 
Il "mela" più importante cade ogni dodici anni, quando il sole entra in ARIETE e simultaneamente Giove è nell'ACQUARIO; il posto più auspizioso è Allahabad. 
Yoghi e asceti di ogni setta convergono in questi luoghi dove vengono tenute vere e proprie discussioni metafisiche. Ma le immagini più suggestive sono le schiere di sadhu completamente nudi, cosparsi di ceneri (alla moda shivaita) la semplice vista dei quali è ritenuta essere purificatrice di ogni peccato!

 

 

In realtà questi asceti posseggono una lunga reputazione. 
In India esistono, fin dall'antichità, delle istituzioni chiamate ashram , math e akhada .
Il primo indica una dimora, una residenza. Comunemente parlando è la residenza di un santo (sadhu) od un asceta che è impegnato in alcune attività di istruzione religiosa. 
Ad Haridwar ed a Rishikesh il numero e l'importanza di questi posti sacri è evidente. Svargashrama è il più importante. Tra le attività vi sono l'educazione religiosa, l'ospitalità per i pellegrini, aiuti medici gratuiti, servizio di barche motorizzate per attraversare il Gange... 
La Divine Life Society , fondata da Swami Shivanada associa all'istruzione religiosa la pubblicazione di ragguardevoli opere sullo yoga, religione, salute ecc. Gli Ashram, quindi, sono centri potenti per la diffusione delle idee religiose e della loro interpretazione.

Il termine math è comunemente inteso come residenza di un asceta e giuridicamente indica una istituzione monastica costruita ad uso e beneficio degli asceti che sono, generalmente, i discepoli del capo dell'istituzione stessa. Sembra che l'istituzione dei math sia da attribuire a Shankaracharya nell' VIII secolo.

Akhada significa, letteralmente, ginnasio. Queste erano, originariamente, istituzioni ascetiche militari probabilmente destinate alla difesa dalle invasioni musulmane. 
I loro aderenti portano ancora con sé le armi durante la manifestazione del Kumbha mela. Queste armi sono oramai un simbolo di quell'arma spirituale che è la conoscenza sacra. 
In effetti, durante queste manifestazioni svolgono la loro attività istruendo i pellegrini in pratiche religiose, recitando brani dai libri sacri come il Ramayana, praticando severe mortificazioni del corpo. 
L'occasione del Kumbha mela è generalmente vista come aupiziosa per l'iniziazione in svariati culti, ma spesso rappresenta un'occasione favorevole per impostori e ciarlatani che sperano nella credulità e nella superstizione di qualche convenuto