E' il settimo membro dell' Ashtanga
yoga di Patanjali. E' ciò che comunemente definiamo "meditazione" e
che introduce allo stato di estasi o Samadhi.
Essa si compie negli strati più profondi del nostro essere, in una sfera
della consapevolezza umana che non è afferrabile con l'intelletto, nè raggiungibile
con la mera volontà; è perciò impossibile descriverla esattamente.
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La percezione delle cose avviene quando differenti
tipi di vibrazione provenienti dall'esterno colpiscono gli organi
di senso e la mente viene, così, associata a quel
particolare organo stimolato.
Tra queste, la seconda e la terza sono squisite
attività mentali; la prima scaturisce dal diretto contatto
con il mondo esterno. |
Dharana è il sesto membro
dell'Ashtanga Yoga ed il primo della triade che caratterizza "l'ambiente
interno" definito da Patanjali "SAMYAMA". Dhyana è uno stato di
continua contemplazione senza alcuna interruzione. E' la sospensione dell'auto consapevolezza che
può aprire la porta al nuovo universo, con la fusione del
rapporto soggetto - oggetto di meditazione.
Il momento esatto in cui si attua questo passaggio, non è possibile stabilirlo; se così fosse ci ritroveremmo nell'ordinarietà della condizione mentale. |
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Visto che l'esperienza quotidiana si svolge quasi sempre in un mondo complicato
e vorticoso dove gli stimoli attirano continuamente l'attenzione e le reazioni
sono frutto di una costante abitudine, la mente non è certamente predisposta
all'indagine profonda. Il primo definisce il processo di autolimitazione
dell'esperienza oggettiva. |
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