NETI – PULIZIA DEI CONDOTTI NASALI

La pulizia dei condotti nasali – neti – è il primo degli Shatkarma (pratiche di purificazione) contemplati dallo Hatha Yoga. Vi sono differenti modi di esecuzione.

  • Jala neti

    Il Jala si attua introducendo il liquido in una narice e facendolo uscire da quella opposta. Generalmente viene impiegata acqua pura, leggermente tiepida, alla quale è stata aggiunta una piccola quantità di sale. La quantità di sale dipende dal grado di tolleranza; iniziare con un mezzo cucchiaino da caffè per la quantità di liquido contenuta nel recipiente, per poi correggere il quantitativo.
    Tradizionalmente viene impiegato uno specifico recipiente: la lota.

Questo recipiente, adatto alla pratica, viene costruito in modo tale da favorire l’introduzione del liquido nel naso, ed alla fine del beccuccio possiede una particolare conformazione per potersi adattare ermeticamente alla narice, senza ferire le delicate mucose. E’ facilmente reperibile nelle erboristerie.

Esecuzione

Assumere una posizione del tronco leggermente piegata in avanti. Ruotare il capo verso destra ed inserire il beccuccio della lota alla narice destra. Iniziare a respirare tranquillamente con la bocca, e regolare la rotazione del capo sino a che non si percepisca l’acqua transitare ed uscire dalla narice opposta.
Far attenzione che la rotazione del capo non sia eccessiva, in quanto l’acqua scorrerà direttamente nella gola e non nel naso!
Proseguire per alcuni secondi fino a totale svuotamento della lota, quindi ripetere dalla parte opposta.

  • Vyutkram neti

In questo procedimento – che consigliamo di seguire solo dopo che sia stata raggiunta una certa familiarità con jala neti – l’acqua viene fatta transitare per aspirazione dal naso ed eliminata dalla bocca.

Esecuzione

Assumere la stessa inclinazione in avanti del tronco, ma senza ruotare il capo.
Immergere sufficientemente le narici nel liquido che viene raccolto in un piccolo recipiente (non la lota!) ed aspirare l’acqua. In pratica fare un respiro con il naso, come quando si respira normalmente. L’aspirazione invierà l’acqua direttamente all’interno del cavo orale.

E’ consigliabile all’inizio se non si è seguiti, aspirare l’acqua con piccoli movimenti della glottide, anziché fare respiri, fino a che essa non si raccolga nella bocca, quindi sputarla. Questo permetterà di familiarizzare con la tecnica.
Dopo un pò di pratica, si potrà introdurre il liquido direttamente con una sola aspirazione (un solo, lungo respiro) ed eliminarlo dalla bocca.

  • Sutra neti

E’, decisamente, una pratica avanzata di pulizia dei condotti nasali.
Tradizionalmente si utilizza un cordoncino di cotone al posto dell’acqua. Si può utilizzare, con maggiore comodità, un piccolo catetere morbido acquistato in farmacia delle misure: 4, 5 o 6.

Esecuzione

Lubrificare il catetere con ghi (burro chiarificato), olio di oliva o una pomata omeopatica adatta alle mucose interne.
Inserire e spingere delicatamente il capo più sottile ed arrotondato in una narice. Cercar di mantenere la calma respirando lentamente dalla bocca. Generalmente non si riesce ad inserirlo tutto durante la prima esecuzione. Occorre assuefarsi alle sensazioni che tendono ad irritare le terminazioni nervose, provocando starnuti.
Dopo un pò si sentirà il capo del catetere raggiungere la gola: introdurre l’indice ed il pollice nella bocca cercando di afferrarne il capo. Tirarlo delicatamente fuori e far scorrere lentamente su e giù l’intero tubicino. Al termine, tirarlo completamente fuori dalla bocca.

     

Attenzione!

Dopo che la pratica è terminata, occorre eliminare il più possibile l’acqua che sicuramente ristagna nei turbinati del naso. Questo può provocare – specialmente nella stagione fredda – problemi come, nel peggiore dei casi, sinusite.
Non costituirà alcun problema se si avrà cura di soffiare via tutta l’acqua residua all’interno del naso.

Si può procedere piegandosi a squadra (come nella posizione del lavaggio) ruotare il capo a destra e tappare la narice sinistra. Eseguire vigorose soffiate con la narice libera. Ovviamente ripetere dalla parte opposta.
Per chi conosce il Suryanamaskar (Saluto al sole) questo rappresenta un ottimo sistema – dopo l’asciugatura precedente – per finir di eliminare tutta l’acqua dal naso.  Questo in quanto il “Saluto al sole” comporta differenti inclinazioni della testa, e quindi permette di far scorrere più velocemente il liquido all’interno dei turbinati nasali, per semplice caduta.

Non basta!

Bisogna ungere le mucose interne del naso in quanto la soluzione salina può irritarle. Semplice!
“Intingete” il dito in un pò di olio d’oliva (o ghi) e lubrificate…

Paramarta Yoga Ayurveda

Docente di Hatha Yoga: Libero Gentili. Si è formato nella scuola di André Van Lysebeth e diplomato Insegnante di Yoga presso la Confederazione Internazionale Yoga e Oriente di ROMA (ora EFOA). Ha conseguito il Doctorate Ph.D. in 'Letteratura e Filosofia indovediche'. Nel 1991 ha istituito il Centro PARAMARTA di Yoga e Ayurveda. Ha effettuato corsi di Yoga presso Case di reclusione (Rebibbia di Roma) ed Istituti di rieducazione minorile (Casal del Marmo) di Roma. Docente di Yoga in Gravidanza: Immacolata Cecri. Formatasi nella scuola di André Van Lysebeth, si è diplomata presso la Confederazione Internazionale Yoga e Oriente di ROMA (ora EFOA). Diplomata in Yoga in Gravidanza e Parto Dolce tiene corsi per gestanti.
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"Dal 1990 il Centro Paramarta cura l'insegnamento dello Yoga, cercando di mantenerne l'antico spirito tradizionale ma, al tempo stesso, prendendo nella giusta considerazione la visione moderna del mondo. Il nostro impegno è quello di fornire gli strumenti e le tecniche per un giusto equilibrio psico-fisico, per il tuo benessere personale, familiare e, perché no, all'interno della Società. Ecco perché ti stiamo invitando a partecipare a questo gruppo, nel quale potrai dare il tuo ricco contributo sulla base delle tue esperienze, riflessioni e aspettative. Grazie!"
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Paramarta Yoga Ayurveda7 days ago
Rigenerati in una manciata di minuti:

- distenditi comodamente

- indossa le cuffiette e collegale al tuo smartphone

- clicca sull'immagine qui sotto, poi su play e mettiti all'ascolto

- se non vuoi essere disturbata durante la pratica, disabilita momentaneamente le chiamate.

BUONA SEDUTA!

(I file possono essere scaricati dal computer per ascoltarli quando vuoi)
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Paramarta Yoga Ayurveda2 weeks ago
Impara a conoscere ... i muscoli del collo.
Ti senti spesso oppresso al collo e alle spalle?
Ci sono modi sorprendenti che potrebbero avere un impatto sul tuo corpo e su come lo yoga può aiutare.

Prenditi un minuto per sederti in Dandasana (Staff Pose): vieni in posizione seduta sul pavimento con le gambe distese di fronte a te, o siedi su una sedia con la colonna vertebrale impilata sui fianchi e le ginocchia piegate, i piedi appoggiati sul pavimento.

Ora, posiziona entrambe le mani vicino ai fianchi, premi i palmi delle mani sul pavimento o sulla sedia, inspira profondamente e nota come ti senti.
Quindi, lascia che le spalle scivolino verso il petto e permetti alla testa di farsi avanti e di crollare.

Come ti senti ora? Quando chiedo ai miei pazienti di fare questo semplice esercizio, riportano una marcata differenza nel loro stato d'animo e quando si confrontano usano aggettivi come "attento", "felice" e "luminoso" piuttosto che curvo (cosa che richiede reazioni come " triste”, “stanco" e "negativo ").
Quindi, mentre non sorprende che il crollo può causare problemi biomeccanici che innescano il dolore, può anche portare a problemi energetici.

Peggio ancora, la maggior parte di noi tende ad adottare regolarmente questa postura curvata sulle spalle, a collo di cavallo, durante l'arco della giornata, grazie ai nostri incarichi legati alla scrivania, e all'affinità per i dispositivi elettronici mobili.

In primo luogo, è importante considerare gli squilibri muscolari che questa postura collassata crea.
In questa posizione, i muscoli che circondano le spalle e ruotano internamente le ossa del braccio (sottoscapolare, teres major e deltoidi anteriori) si accorciano, causando una sensazione di tensione.
Inoltre, il pettorale maggiore e minore (i muscoli pettorali che attirano le braccia e le spalle in avanti e insieme) e le scapole, gli scaleni, lo sternocleidomastoideo e il trapezio superiore (muscoli nella parte posteriore e ai lati del collo che mantengono la testa in avanti) sovraccarichi di lavoro, portano anche alla costrizione.

E poi ci sono i muscoli che vengono "spenti" e indeboliti: quelli che ruotano esternamente le ossa del braccio (infraspinato, teres minori e deltoidi posteriori); quelli che stabilizzano le scapole e le disegnano lungo la schiena (dentato anteriore, romboidi, trapezio medio e inferiore); e i flessori cervicali o profondi del collo (longus capitis e longus colli).
Questo sovrappeso e sotto-funzionamento simultaneo dei gruppi muscolari porta a squilibri che colpiscono il cingolo scapolare.

Nel tempo, crolli cronici possono causare problemi alla cuffia dei rotatori come la sindrome della cuffia dei rotatori (in cui i muscoli e i tendini della spalla ci pizzicano e si infiammano, causando dolore) e forse anche la cuffia dei rotatori grazie all'irritazione cronica.
Il dolore al collo è un altro effetto collaterale comune.
Pensaci: quando la tua testa si protende in avanti mentre fissi uno schermo, i muscoli del collo, in particolare le scapole e il trapezio superiore, devono contrarsi per sorreggerlo.
Di conseguenza, i flessori cervicali sotto il collo diventano stanchi e deboli, causando ancora un altro squilibrio che induce il dolore.

Qualunque sia la causa principale del tuo crollo, la tua pratica yoga può aiutare ad alleviare qualsiasi dolore o calo di umore risultante, apportando maggiore equilibrio ai muscoli del torace, della parte superiore della schiena e del collo.

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Siedi in posizione verticale con i palmi delle mani che premono a terra accanto ai fianchi.
Concentrati sulle spalle verso la linea mediana e poi leggermente giù per la schiena; premi saldamente i palmi sul pavimento e cerca di trascinarli via l'uno dall'altro in modo isometrico.
In questo modo, ti impegni con il trapezio e il romboide inferiori e centrali indeboliti, e allunghi i pettorali tesi.

Ed ecco un altro semplice esercizio per rilassare la tensione del collo e del torace: intreccia le dita di entrambe le mani e posiziona i palmi sulla parte superiore della testa, proprio al centro.
Spingi la testa tra le mani mentre premi delicatamente le mani sulla testa.
Tieni premuto per due secondi questa azione con doppia pressione, rilascia per alcuni secondi e quindi ripeti ancora una volta.
Dovresti sentire un raddrizzamento della spina dorsale e una leggerezza che potrebbe farti sorridere.

Come ho imparato, il modo migliore per trovare il massimo della luminosità e contrastare gli inevitabili squilibri muscolari che sorgono mentre ci muoviamo attraverso le nostre vite è di prenderci il tempo per capire la biomeccanica di questi squilibri.
Lo facciamo usando il nostro corpo e studiando i cambiamenti energetici che causano gli squilibri, che a loro volta ci aiutano più prontamente e in modo prevedibile ad accedere alle corrette posizioni dello yoga. È mia opinione che questo sia lo scopo dello yoga.
(da Yoga Journal)
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