dal 1990 per gli appassionati dello Yoga e della Cultura indiana

Questo Blog affronta le tematiche inerenti un’antica cultura che i media, specialmente negli ultimi vent’anni, hanno trasformato – a volte in maniera quasi radicale – sino a renderla quasi irriconoscibile: lo Yoga, appunto.
Siamo oramai abituati, nell’epoca attuale, ad essere quotidianamente bombardati di messaggi. Dal mattino, quando accendiamo il nostro smartphone e riceviamo i primi “tweet” attraverso i social media e durante tutta la giornata attraverso, ad esempio, la pubblicità la quale si inserisce, oramai,  nella nostra vita senza badar tanto alla sobrietà e alla buona abitudine di non far troppo leva sui sentimenti.

La persuasione occulta ha oramai palesemente gettato l’ultimo abito, per mostrare tutta l’arroganza di una nudità invadente e provocante.
Eravamo abituati ad una pubblicità “mono direzionale” quella della carta stampata, dei manifesti, della Tv, dove il fruitore non poteva replicare, costretto ad accettare passivamente tutto ciò che gli veniva propinato.
A fianco ad essa cammina oggi quella pubblicità “bi-direzionale” quella, cioè, che troviamo in rete e con la quale si può dialogare con gli opportuni mezzi di interazione: si sceglie la pubblicità che si vuole.

Fortunatamente è sempre valida l’affermazione di Robert Browning  che, più di due secoli fa, affermava: “La portata dell’uomo deve andare oltre la sua presa, altrimenti a che serve la metafora?”
Tutti  media sono metafore attive, in quanto hanno il potere di tradurre l’esperienza in forme nuove.

Anche lo Yoga sta subendo questa “affascinante” metamorfosi, adattandosi ai più disparati livelli di comprensione.
La sua detradizionalizzazione – un pò come è avvento e sta avvenendo anche per le religioni tradizionali – gli permette di dialogare con tutti gli strati della società attuale, mantenendosi sempre fresco e attuale e potendo così inserirsi, senza problemi,  in una quotidianità ricca di impegni, di normali attività e, perché no, di svago.
La cosa, a nostro avviso importante, è che anche lo Yoga possa combattere “ad armi pari” con i media attuali che fanno della metafora un’arma di persuasione e convincimento.

Lo Yoga deve, a sua volta, utilizzare la metafora rispettandone le indicazioni etimologiche che derivano dal verbo greco metaphérein, trasportare; trasportare l’animo umano verso qualcosa che lo trasporti dalla quotidianità verso il recupero di una identità “più umana”.

Quanti vorranno condividere, integrare, persino contrastare le nostre opinioni su questo Blog, saranno sempre e comunque ben accetti.

 

 

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