Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\SiteApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 11 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\CMSApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/src/Application/SiteApplication.php on line 275 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\SiteApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 27 Strict Standards: Non-static method Joomla\CMS\Application\CMSApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/src/Application/SiteApplication.php on line 275

 

Ogni tentativo volto alla conoscenza della realtà esistenziale dell'Oriente ed in particolare dell'India, ha dato quasi sempre l'idea di trovarsi di fronte ad un popolo completamente privo di dinamismo, in una cultura vagamente idealista e sognante.
Questo giudizio pare essere confermato dall'atteggiamento che l'indiano assume durante le quotidiane vicende della vita. Atteggiamento che è certamente distante dalla concezione che abbiamo oggi in occidente ma che, tuttavia, è sostenuto da una visione assolutamente realistica dell'esistenza. 

La realtà dell'Universo non è per l'indù - come troppo semplicisticamente si afferma - illusione o maya; essa, non meno che per l'occidentale, esiste indipendentemente dal poter essere concepita dalla mente o dalla coscienza. Ed è prorio a causa del desiderio di volerla conoscere nella sua esistenza oggettiva che nascono discipline come lo Yoga.
Tale possibilità, inoltre, non è necessariamente subordinata ad un regime di vita ascetico e mortificante, come spesso si pensa, a meno che per esso non si intenda uno stile di vita ben regolato e disciplinato.

Un intero filone della speculazione filosofica indiana poggia le sue fontamenta sul concetto di potenza, di energia che pervade l'intero Universo e lo sostiene. Conoscenza che è diventata sempre più estranea alla cultura occidentale, la quale troppo spesso esprime la sua violenza contro la realtà profonda delle cose naturali e che è sempre più alla frenetica ricerca di una fonte alternativa di energia.

L'efficientismo della vita attuale

Non possiamo non convenire su quanto, oggi, certa forma di pubblicità possa indurre nell'uomo la manifestazione di falsi bisogni e quanto gli stessi comportamenti siano condizionati dalla loro soddisfazione.
La necessità di esprimere al meglio solamente quelle qualità che si adattino all'ambiente sociale nel quale viviamo, la famiglia, il lavoro, lo sport molto spesso ci rendono difficile, se non impossibile, scoprire la nostra vera personalità.

L'ambizione, il prestigio professionale, la paura di "rimanere indietro" ci stanno purtroppo facendo dimenticare che corpo, anima e spirito sono una realtà indissolubile e che l'equilibrio psico-fisico è il risultato della totale armonizzazione di tutti gli aspetti del nostro carattere.

Nella vita pratica ha acquistato sempre più valore il giudizio che il termine spiritualità non possa che riguardare la sola erudizione, la filosofia, l'estetismo letterario, il misticismo attribuendo all'attività fisica in generale ed allo sport in particolare un fine assoluto, non riuscendo molto spesso ad andare oltre l'ebbrezza di un allenamento o di una competizione.
Tale scollamento ha inevitabilmente dato origine a due categorie di individui con caratteristiche diametralmente opposte: il cosiddetto "uomo di cultura" che aborrisce qualsiasi tipo di attività fisica ed il "tipo sportivo" che alimenta molto spesso un inconscio disprezzo per le speculazioni astratte e le battaglie verbali. 

Lo schema corporeo

Se, invece, la spiritualità è soprattutto un modo di vita e non un semplice bagalio di nozioni e di teorie potrà succedere che una disciplina fisica, pur facendo leva sulle energie del corpo, non si concluderà con esse ma potrà essere occasione per un rinnovamento interiore e veramente spirituale. 
La peculiarità dello Yoga è, appunto, quella di richiamare entrambi gli aspetti in modo tale che la loro armonizzazione attraverso il totale controllo dei riflessi, ma anche il padroneggiamento dell'immaginazione, la capacità di calmare ogni agitazione condurre a quel realismo capace di dominare perfettamente ogni irrazionale reazione dell'animo.

Certi tratti cui ci stiamo richiamando sono propiziati anche da taluni sport e si potrebbe affermare che mentre nel praticante di yoga tale disciplina è presente in forma, per così dire, statica, nello sport a certi livelli è presente in forma dinamica, affermativa, solo che non sempre conducono alla consapevolezza di uno stato di coscienza particolare; certi automatismi lo riducono unicamente ad un fascio di riflessi muscolari. 
Ogni individuo possiede necessariamente un proprio schema corporeo che sarà tanto più ricco e differenziato quanto più numerose e specializzate saranno le sue esperienze motorie; la consapevolezza che un pianista può avere delle proprie dita, certamente non può averla un autista di taxi.

 Aspetti comuni

Quindi uno schema, pur essendo normale nel suo insieme può tuttavia rimanere abbastanza rozzo se ci si limita alla percezione di attività motorie globali.
La mobilità volontaria e cosciente di una parte isolata del corpo è possibile solamente se questa è percepita in modo differenziato all'interno di uno schema corporeo.

In primo luogo, quindi, l'attività rallentata e distinta dei vari segmenti che si realizza nell'asana, consente di vivere in piena consapevolezza questo primo livello di esperienza; successivamente potrà realizzarsi il passaggio dalla potenza all'atto di quelle possibilità che nello sportivo si tradurranno in elementi di stile.

Questi elementi, sublimati in abito mentale, con l'allenamento costante possono costituire una forma di concentrazione - intesa nel senso più ampio - che nella personalità conduce direttamente allo scopo attraverso la piena armonizzazione delle energie.

Può costituire sia un momento di attrazione interiore, quasi un "coagulo" di tutte le possibilità, in una fase che prelude l'impegno sportivo, sia una fase di recupero di quelle energie consumate; una rigenerazione del livello psichico e somatico.

E' stato suggerito che il movimento è pensiero in azione e, viceversa, il pensiero è movimento senza azione; qui potremmo aggiungere che dinamismo ed immobilità non sono che due aspetti complementari di una medesima realtà.