La vera vittima dell'omicidio Gandhi - parte terza

Scritto da Libero Gentili. Pubblicato in Panoramiche sull'India

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La carriera politica di Gandhi può essere suddivisa in tre fasi:

Tornato dal Sud Africa, Gandhi si trovò a dover affrontare problemi assai più gravi; il diritto di voto dei comuni, l'elettorato separato ecc. avevano compromesso la solidarietà della nazione e la sinistra politica del favoritismo comunale fu perseguita dagli inglesi con la massima tenacia e senza alcuno scrupolo.

Egli, quindi, trovò molto difficile ottenere la indiscussa leadership degli indù e dei musulmani così come era avvenuto in Africa.
Per i primi cinque anni non vi fu possibilità di ottenere la suprema leadership della politica indiana, in quanto personaggi della statura di Lokmanya Tilak, G.K. Gokhale ed altri erano ancora in vita ed attivi sul fronte dell'impegno politico. Ma il fato, inesorabilmente, li rimosse tutti nel giro di cinque anni e con la morte di Tilak, avvenuta nell'Agosto del 1920, Gandhi si ritrovò in prima linea.

Il Mahatma era consapevole della tattica britannica del divide et impera, messa in atto nel corrompere il patriottismo dei musulmani. Quindi il suo scopo primario fu quello di cementare la devozione comune alla Madrepatria. Egli, perciò, fece dell'unità hindu-musulmana il fondamento della sua politica.
Come contro strategia alla linea d'azione britannica iniziò a mettere in atto i più amichevoli approcci alla comunità musulmana, con generose e stravaganti promesse.

Questa strategia, naturalmente, non era sbagliata in sé fino a che fosse rimasta coerente alla battaglia dell'India per la libertà democratica nazionale. Ma Gandhi oltrepassò i limiti, dimenticando ben presto qual era lo scopo principale, l'aspetto più importante, essenziale della campagna per l'unità.
A loro volta gli inglesi erano abili, al di là delle risorse indiane, a fare continue concessioni ai musulmani per mantenere divise le varie comunità e Gandhi, disperato nei suoi sforzi per far si che essi credessero in lui, passò da una promessa assurda all'altra; in sostanza un assegno in bianco da poter riscuotere come e quando avessero voluto.
Qualunque concessione il Governo ed il Partito del Congresso facessero, il sig. Jinnah a capo dei musulmani, la accettava, chiedendo di più.

 

gandhi giovane

 

Durante la guerra 1939-44 prese apertamente una decisione - una sorta di benevolente neutralità - promettendo di sostenere il conflitto non appena i diritti dei musulmani venissero riconosciuti. Nell'aprile del 1940 se ne uscì con la richiesta del riconoscimento del Pakistan sulla base della sua teoria della doppia nazione, ignorando completamente il fatto che vi fossero indù e musulmani in gran numero in ogni parte dell'India.
Poteva esserci una maggioranza di indù in alcuni casi ed una minoranza di musulmani in altre provincie e viceversa, ma non vi era provincia in India dove sia gli indù che i musulmani fossero trascurabili di numero e che qualsiasi divisione dell'India potesse lasciare i problemi della minoranza completamente irrisolti.
Al governo inglese piacque l'idea del Pakistan, in quanto avrebbe tenuto gli indù e i musulmani estranei durante la guerra. I musulmani, dal canto loro, non ostacolarono gli sforzi della guerra, mentre il Partito del Congresso alcune volte rimase neutrale, altre volte si oppose.

D'altro canto la Hindu Sabha realizzò che questa sarebbe stata l'opportunità per i giovani indiani di ricevere un addestramento militare, assolutamente necessario per la nazione, e dal quale erano stati dagli inglesi, tenuti intenzionalmente lontani. Il risultato fu che quasi mezzo milione di indù imparò l'arte della guerra moderna.
Il Partito del Congresso, nel 1942, lanciò il movimento Quite India in nome della liberazione. Furono perpetrati violenti oltraggi dagli uomini del Congresso in ogni provincia. Nella provincia del nord Bihar non c'era quasi una stazione ferroviaria che non venisse bruciata o distrutta. Ma la campagna Quite India fallì completamente.

Gli inglesi trionfarono e i leader del Congresso decisero di venire a patti. In realtà, negli ani successivi, la politica del Congresso poté essere descritta con lo slogan "pace a qualunque prezzo" Il Congresso venne a compromesso con gli inglesi che lo reinsediarono nel suo ruolo ed in cambio il Congresso, arreso alle violenze del sig. Jinnah, gli ritagliò un terzo dell'India; uno stato esplicitamente razziale e teologico distruggendo, in questo processo di separazione, quasi due milioni di esseri umani. Gandhi ne fu il catalizzatore.

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