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Il comportamento rituale: la Puja (prima parte)

Scritto da Libero Gentili. Pubblicato in Religione

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E' sicuramente uno degli atti religiosi più comuni tra i seguaci dell'Induismo - cioè la stragrande maggioranza in India - ma anche tra i Jaina ed i Buddisti.
La si esegue quotidianamente, ma è anche parte integrante dei Samskara , cioè dei riti che scandiscono la vita di un individuo; sono i cosiddetti sacramenti:

 (Per i riferimenti a questi samskara, si rimanda alla lettura dell'articolo specifico)

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Il bagno sacro

Sostenere che il bagno rappresenti per un indù una pratica costante, forse ossessiva agli occhi di un osservatore occidentale, non è affermare certamente una novità.

Ma, generalmente, questo aspetto peculiare alla cultura indiana, non è conosciuto nella sua effettiva dimensione.
Esso viene addirittura impartito all'idolo che rappresenta la divinità alla quale è rivolta la puja.
Ed è questa la sezione del rito che presenteremo nel prosieguo della nostra descrizione.
Intanto, il capitolo 155 di Agni Purana  (la corretta pronuncia di "agni" è [aghni] con la "g" dura) descrive le norme che il fedele deve seguire quotidianamente.

Egli deve abbandonare il letto nell'ora del Brahmamuhurta (circa le quattro e mezzo del mattino) ed iniziare, così, le sue pulizie mattutine.

Non ci si può, infatti, dedicare alla pratica religiosa, se prima non si è purificato il corpo.
Dopo le funzioni escretorie (che il testo prescrive secondo regole definite - ad es. indicando il luogo che non deve essere né una pubblica strada, né sulle acque, né sull'erba) ci si deve pulire adoperando rigorosamente la mano sinistra.

Quindi si procede con il bagno vero e proprio. Qualsiasi atto religioso, compiuto senza il bagno preliminare, è privo di effetti meritori.

L'acqua del pozzo è adatta al bagno; ancora meglio quella di una fontana.
Seguono, nell'importanza, l'acqua del lago, di un fiume, di un sito sacro (tirtha). L'acqua del Gange è quanto di meglio si possa ottenere.

Ci si immerge oltre il capo recitando mentalmente i mantra previsti.
Successivamente si debbono asciugare il capo ed il corpo, strofinandoli con un panno asciutto. Quindi si offre simbolicamente l'acqua agli dei ed agli antenati.

 

Quattro fasi.

AVAHANA (invocazione)
Se non si tratta di puja nel tempio, nel caso di Vishnu e Shiva vengono impiegati, rispettivamente, la pietra Shalagrama ed il bana-linga. Si richiede alla divinità di accettare la puja.

"Om. Mille teste ha il Purusha, mille occhi, mille gambe. Da ogni parte pervadendo la terra, egli riempie uno spazio largo dieci dita " (RigVeda 10.90.1) Vieni, signore del dio degli dei, enorme spelndore, signore del mondo, accetta la puja che è officiata da me, o migliore degli dei. Salute alle nobili divinità...ecc.
Per questa invocazione offro una manciata di fiori.

ASANA (seggio)
Alla divinità viene offerta una foglia di tulsi (basilico sacro) come sostituto del seggio.

"Om. Questo Purusha è tutto ciò che è stato e tutto ciò che deve ancora avvenire; il signore dell'immortalità che cresce tuttora con il cibo " (RigVeda 10.90.2) Signore del dio degli dei, accetta per il tuo piacere questo seggio che è tempestato di giolielli ed ornato d'oro. Salute alle nobili divinità...ecc.
Per questo seggio offro una foglia di tulsi.

PADYA (acqua per lavare i piedi)
L'officiante versa dell'acqua sui piedi della divinità.

"Om. Così potente è la sua grandezza; si, più grande di tutto ciò è il Purusha. Un quarto di lui è tutti questi esseri; tre quarti, l'eterna esistenza nel cielo. " (RigVeda 10.90.3) O signore degli dei che puoi concedere ogni felicità, accetta l'acqua per lavare i piedi che viene offerta con devozione. Signore del mondo, salute a te. Salute alle nobili divinità...ecc.
Offro acqua per lavare i piedi.

ARGHYA (acqua)
Acqua mischiata a svariati ingredienti, tra cui pasta di sandalo, viene versata dalle mani a coppa.

"Om. Con tre quarti il Purusha è salito; un quarto di lui è ancora qua. Da qui percorse ogni angolo, su tutto ciò che mangia e che non mangia " (RigVeda 10.90.4) Salute a te, signore del dio degli dei; salute a te, Vishnu. Salute a te, sostegno del mondo, accetta la nostra acqua. 
Io offro arghya.

 

Le prescrizioni

Seguono alcune prescrizioni:

La lista dei divieti e delle prescrizioni potrebbe continuare.
Possiamo affermare, per diretta conoscenza, che se nelle grandi città questo retaggio è divenuto estraneo, quanto lo sarebbe per un occidentale, per la gente che vive nei villaggi e nei piccoli centri - ed è la stragrande maggioranza dell'India - gran parte di queste pratiche sono tuttora in vigore.

 

 

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