La casta hindu

Scritto da Libero Gentili. Pubblicato in Religione

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Uno degli aspetti della Tradizione che, di fatto, resta ancora radicato nella società hindu è sicuramente quello delle caste. Probabilmente una realtà tra le più difficili da comprendere per un occidentale abituato a misurare tutti gli aspetti della propria esistenza con il metro del benessere materiale.

Non che l'indù ami rinunciare, per una sorta di incomprensibile rassegnazione, a migliorare il proprio benessere ma, evidentemente, il concetto moderno di vita si fonda su presupposti differenti da quelli che erano nell'antichità
L'origine della caste - varna - infatti è sacra: il Brahmano nasce dalla bocca di Brahma, lo Kshatrya dalle sue braccia, il Vaishya dalle cosce, lo Shudra dai piedi. Ritroviamo dunque, in questa comune origine, una specificazione che si basa sulle diverse qualità appartenenti a ciascuna natura umana le quali, a loro volta, determinano il ruolo in seno alla società.

caste


E' indubbio che la realizzazione di un individuo, in qualsiasi civiltà e in ogni epoca, può avvenire solo attraverso il pieno sviluppo delle sue innate qualità, e la piena espressione nell'ambiente in cui opera. 
In una società il cui patrimonio culturale si estendeva esclusivamente nell'ambito della religione, tramandato attraverso la tradizione orale, era naturale che quanti possedevano qualità ntellettuali sviluppate fossero chiamati a dirigere i riti sacrificali. I Brahmani svolsero il ruolo  di conservatori dell'eredità sociale e spirituale che avrebbero dovuto trasmettere alle futura generazioni.

Coloro che possedevano spirito di guerriero, acquistando abilità nel maneggiare le armi, assunsero la responsabilità della difesa dalle aggressioni straniere. Nel terzo gruppo si collocavano coloro che possedevano una natura artistica e dato che, almeno alle origini, un'opera d'arte doveva soddisfare necessità sia di ordine spirituale che pratico (Ananda K. Coomaraswamy: La trasfigurazione della Natura nell'Arte) il ruolo dei Vaishya fu quello di trasformare le potenzialità esistenti nella natura, creando possibilità di utilizzo da parte della comunità.
Al quarto gruppo appartenevano individui dalle attitudini non ben definite, che impiegavano la loro opera nei più svariati settori della società, senza che fosse necessaria una specifica cometenza: gli Shudra.
In tal modo l'individuo era membro di un gruppo e il gruppoo doveva contribuire alla piena realizzazione dell'individuo. Così gruppo e individuo dovevano formare un insieme organico, le loro esigenze non essendo antagoniste, bensì complementari.
Prescindiamo, qui, da valutazioni di ordine morale che al giorno d'oggi possono essere fatte per questo costume il quale, nella trasformazione del tessuto sociale e a dispetto delle leggi e della stessa Costituzione indiana che ne vietano l'applicazione nei rapporti sociali, è diventato troppo spersso arma di sopruso e occasione di ingiustizia tra gli uomini.

Una Società multipla

Il sistema delle caste indiane rappresenta, comunque, il naturale risultato di un numero di dati geografici, sociali, politici, religiosi ed economici presenti in nessun'altra parte del mondo in tale combinazione. Lungo un territorio che si estende su circa tremila chilometri, dove sono presenti tutte le variazioni di altitudine, di clima e di vegetazione, non può coesistere che una grande varietà di razze umane, a tutti gli stadi di progresso sociale.
Vi sono rappresentati tutti i tipi di società: dall'ariano altamente erudito, fino al selvaggio delle montagne. Formando un'immensa realtà geografica, è naturale che questa grande popolazione possieda numerosi punti in comune. Nello stesso tempo è caratterizzata da svariati differenti elementi: diversità di credenze, di costumi e di colori della pelle.

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 E' il sistema delle caste che ha reso possibile la vita comune di tutti questi diversi popoli in condizioni di relativa stabilità, formando ciò che potrebbe chiamarsi una socità multipla. E' dunque possibile che questo sistema si sia sviluppato come risposta organica alle esigenze dei casi particolari. 
Le circostanze geografiche imponevano una certa unità, mentre le diverse origini della poplazione dettavano la diversità.
Queste riflessioni non intendono prevalere sul principio di ordine metafisico dal quale, secondo la Tradizione brahmanica, si fa derivare l'origine della casta: possono essere considerate, nel campo umano, come l'applicazione di principi universali presenti in ciò che in questa cultura viene definito Dharma.
Questi principi formarono la trama dell'organizzazione sociale del paese sulla quale furono stabiliti l'educazione, il matrimonio, la famiglia, lo stato.

Dalla casta alle caste

Attualmente sarebbe arduo enumerare esattamente tutte le caste e sotto-caste che rappresentano il loro frazionamento geografico. Così alcune suddivisioni dei Brahmani distinguono:

  1. Al nord:
    Sharma, Dwivedi; Trivedi, Chaturvedi, Pathak, Upadhyaya; Misra; Pandeya, ecc.
  2. Al sud:
    Chatterji, Banerji, Mukherji, Ganguli, Bhattachaji, Chakravorty, Maitra, Sanyal, ecc. 

Si stimano, di questa casta, almeno duemila varianti in tutto il paese!

Kumhar è una casta di vasai. Le statuette artistiche in argilla, quasi sempre di natura religiosa, sono la loro specialità. I loro prodotti possono essere acquistati anche dalle caste basse, a patto cher la merce venga pagata in denaro e non attraverso uno scambio in natura. Il problema della purezza rituale rappresenta uno degli aspetti essenziali nei rapporti tra le differenti caste.
Impuri ritualmente sono tutti i lavori per i quali si viene a contatto con materiali considerati fonte di impurità: tutto ciò che è in relazione con la morte o con la putrefazione, quindi anche il cuoio e la pelle di animali morti.

 

 

 

 

 

 

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