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 Questo articolo può essere letto nella finestra popup su sfondo bianco: Il mantra

"In questo mondo non esiste sacrificio superiore a quello del japa; perciò attraverso esso è possibile realizzare i quattro scopi della vita: merito religioso, prosperità, godimento dei piaceri, liberazione."

"Attraverso il japa, o amata, tutti gli errori vengono distrutti; quelli causati dalla trasgressione delle regole, commessi consapevolmente o inconsapevolmente, compresi quelli riferiti alla sillaba Om."

"Attraverso la semplice ripetizione delle sillabe dell'alfabeto [sanscrito] indubbiamente migliaia di mantra vengono automaticamente ripetuti, in quanto ognuno di essi origina da queste sillabe."

"Un conoscitore del mantra non deve vivere in una zona dove soggiornano Re, ufficiali, ministri e persone influenti."

"...e ripetendo la sillaba Om dodici volte, il praticante deve trattenere l'aria respirata, e mentre la trattiene deve asciugare il suo corpo recitando il mantra dell'aria Yam."

"...e dinuovo avendo espirato l'aria e di nuovo inspirata, deve trattenerla recitando il mantra del fuoco Ram il quale brucia il suo corpo."

 

 

I passaggi sono tratti dal capitolo XV del Kularnava Tantra un'opera che appartiene al periodo medievale della speculazione filosofica indiana, tra l'undicesimo ed il quindicesimo secolo e considerato uno dei più importanti testi della scuola Kaula.
L'opera intera si presenta sotto forma di dialogo tra Shiva e la sua consorte Parvati ed il capitolo inizia con un elogio del rituale preliminare necessario a rendere efficace la ripetizione del mantra (Japa).

Le citazioni sopra riportate costituiscono, probabilmente, un approccio troppo immediato alla comprensione del Mantra, ma proprio perché il suo significato logico si sottrae alle consuete categorie del pensiero occidentale, non conviene girarci troppo intorno con tentativi di spiegazioni che, data la sede limitata nella quale vengono presentate, finirebbero sicuramente per scadere nella banalità dei concetti.
Lasciamo alla volontà e all'interesse del visitatore la possibilità di approfondimento attraverso testi adeguati.

Ma, almeno a grandi linee, cos'è un Mantra?
La sua etimologia lo fa risalire alla composizione di due radici sanscrite: man che significa pensiero, attività specifica dell'individuo (pensate ai termini inglese e tedesco per indicare l'uomo, ma anche a quello della lingua italiana) ed il suffisso tra che spesso assume il significato di strumento. Quindi, uno strumento per pensare.

Ma, come sostiene Frits Staal, nella sua meravigliosa opera "Ritual and mantras: rules without meaning" [ Motilal Banarsidass, Delhi - India ] tale spiegazione è vera solamente in parte in quanto, comunemente, il significato di una parola è determinato dall'uso e non dall'etimologia.
Potremmo piuttosto considerarlo una formula sacra o un incantesimo. In ogni caso - specialmente nella più tarda speculazione tantrica - il mantra non è una parola ordinaria formata da una successione di sillabe, ma una sfaccettatura della Coscienza cosmica, manifestata attraverso la vibrazione sonora nella coscienza individuale dello Yogi.

Attraverso la costante ripetizione (che può essere anche solo pensata) la mente viene gradualmente distolta dal costante flusso mutevole dei pensieri e, focalizzandosi su sé stessa, diviene un vero e proprio strumento di conoscenza.
Divenuto il proprio oggetto di conoscenza si avvia verso un più alto stadio di evoluzione, conosciuto come conoscenza intuitiva.

I poeti del periodo vedico erano affascinati dal potere dell'ispirazione dal quale dipendeva la loro produzione letteraria e al quale si riferirono con una varietà di termini, compreso quello derivante dalla radice dhi dal quale, a sua volta, scaturisce il termine dhyana (meditazione). Il mantra, allora, fu sinonimo di verso che rappresentava la principale struttura dei Veda.

Un esempio lo potete ascoltare nel Mantra Pushpam:

 

 

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Corso di Massaggio Ayurvedico
Abhyangam

Inizio: Ottobre 2019
La formazione prevede dieci incontri mensili (sabato dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00)

Video di presentazione
caratteristiche principali
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Durata del Corso

Dieci mesi con una frequenza mensile:
Sabato dalle 9,00 alle 13,00 - dalle 15,00 alle 19,00

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Cinque materie di studio:

- Origini e storia. Ayurveda Moderno e Ayurveda Globale.
- Principi dell'Ayurveda come scienza della salute.
- Tecniche di massaggio.
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- Principi generali del "Samkhya".

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olii ayurvedici

impiegati durante le manualità

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Prenotazioni

entro il 10 Settembre, con il versamento di una quota di Iscrizione. Il costo complessivo può essere rateizzato con pagamenti ad ogni incontro, ma non può essere ridotto per assenze non imputabili all'Organizzazione.

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Dispense comprese nel costo totale

° Principi dell'Ayurveda
° Tecniche di massaggio
° Capitoli estratti dall'Astanga Hridayam
° Filosofia del Samkhya

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Registrazione della parte teorica

Viene effettuata la registrazione dal vivo della parte teorica e masterizzata su CD, a disposizione degli allievi (compreso nel costo).

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Per tutte le altre info

Mobile: 3920715548
email:
yoga@paramarta.it /abhyangam@paramarta.it

Sede del Corso:
Centro Yoga Paramarta
Via della Rocca, 26 - Monterotondo (RM)

Docente

Dr. Libero Gentili Ph.D.

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Fondatore e Insegnante del
Centro Yoga Paramarta

Si è formato nella scuola di André Van Lysebeth e diplomato Insegnante di Yoga presso la Confederazione Internazionale Yoga e Oriente di Roma.
Ha conseguito il Doctorate Ph.D. in Letteratura e Filosofia indo vediche.
Ha insegnato presso Case di Reclusione (Rebibbia di Roma) e Istituti di Rieducazione minorile (Casal del Marmo di Roma).
Intraprende regolari viaggi in India conoscendo le varie regioni di quegli Stati, anche attraverso la penetrazione nella vita quotidiana dei suoi abitanti.
Si è introdotto nei villaggi rurali constatando l'interrelazione dei vari "varna" e "jati" locali nelle diverse realtà quotidiane, utilizzando mezzi di trasporto locali, mangiando cibo quotidiano della gente umile apprezzandone le caratteristiche culinarie e la loro tradizione.
Ha ottenuto il permesso di frequentare templi riservati ai soli hindu e la possibilità di documentare e riprendere, con dignitoso rispetto, le cerimonie della cremazione dei defunti sul fiume Gange.

Si è formato nella scuola di André Van Lysebeth e diplomato Insegnante di Yoga presso la Confederazione Internazionale Yoga e Oriente di Roma.
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Intraprende regolari viaggi in India conoscendo le varie regioni di quegli Stati, anche attraverso la penetrazione nella vita quotidiana dei suoi abitanti.
Si è introdotto nei villaggi rurali constatando l'interrelazione dei vari "varna" e "jati" locali nelle diverse realtà quotidiane, utilizzando mezzi di trasporto locali, mangiando cibo quotidiano della gente umile apprezzandone le caratteristiche culinarie e la loro tradizione.
Ha ottenuto il permesso di frequentare templi riservati ai soli hindu e la possibilità di documentare e riprendere, con dignitoso rispetto, le cerimonie della cremazione dei defunti sul fiume Gange.

Si è formato nella scuola di André Van Lysebeth e diplomato Insegnante di Yoga presso la Confederazione Internazionale Yoga e Oriente di Roma.
Ha conseguito il Doctorate Ph.D. in Letteratura e Filosofia indo vediche.
Ha insegnato presso Case di Reclusione (Rebibbia di Roma) e Istituti di Rieducazione minorile (Casal del Marmo di Roma).
Intraprende regolari viaggi in India conoscendo le varie regioni di quegli Stati, anche attraverso la penetrazione nella vita quotidiana dei suoi abitanti.
Si è introdotto nei villaggi rurali constatando l'interrelazione dei vari "varna" e "jati" locali nelle diverse realtà quotidiane, utilizzando mezzi di trasporto locali, mangiando cibo quotidiano della gente umile apprezzandone le caratteristiche culinarie e la loro tradizione.
Ha ottenuto il permesso di frequentare templi riservati ai soli hindu e la possibilità di documentare e riprendere, con dignitoso rispetto, le cerimonie della cremazione dei defunti sul fiume Gange.

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  • Martedì dalle 11,00 alle 12,15 Hatha Yoga - Dalle 18,30 alle 19,45 Yoga in Gravidanza e principianti

 

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