Kapalabhati

Scritto da Libero Gentili. Pubblicato in Yoga nella pratica

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LA TECNICA

La posizione seduta deve garantire il perfetto allineamento verticale della schiena in quanto un eventuale ripiegamento sul bacino non consentirebbe una libera dinamica addominale. Naturalmente il transito dell’aria avviene per le narici.
Il torace va mantenuto in atteggiamento disteso ma, nei limiti del possibile, i muscoli intercostali non dovrebbero partecipare alla dinamica respiratoria. Il ritmo si compone di una espirazione rapida e forzata, attuata mediante una repentina ritrazione addominale. L’inspiro si attua mediante il semplice rilascio muscolare dell’addome, quindi presuppone un tempo più lungo della fase espiratoria.
La dinamica va mantenuta ad un ritmo costante che, probabilmente non sarà molto rapido al primo esperimento. Si consiglia, appunto, di non stancare i muscoli preposti alla esecuzione della tecnica.

 

A COSA SERVE

E’ un esercizio di tipo iperventilativo considerato dalla letteratura specifica (HathaYoga Pradipika) come una pratica di purificazione (Shatkarma). Tra i benefici che l’organismo riceve ricordiamo:

ATTENZIONE

  1. Nella respirazione, il diaframma esgue i seguenti movimenti:
  2. Nell’inspirazione scende in direzione degli organi addominali, comprimendoli e spingendoli verso la parete addominale (la pancia si gonfia un pochino)
    Nell’espirazione sale in direzione del torace attenuando così la pressione sugli organi addominali.

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