Comunicare attraverso il massaggio

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Credo che ognuno di voi, almeno una volta nella vita, abbia ricevuto un massaggio; non mi riferisco necessariamente ad un massaggio professionale, ma un semplice massaggio ricevuto da una persona cara, un familiare.

E, comunque, voglio sperare che ciascuno di voi, almeno una volta, abbia ricevuto una carezza.
Ora vi chiedo: che differenza passa tra un massaggio ed una carezza?...
Nessuna!

Tutte e due vogliono rappresentare un gesto o una pratica, per comunicare la propria affettività, per calmare, per rassicurare.
Molto spesso facciamo tutto questo attraverso le parole, il linguaggio, ma sappiamo per nostra esperienza, quanto un semplice tocco possa esprimere i nostri sentimenti molto più di mille discorsi.

Il massaggio, allora, si avvale del tocco epidermico per comunicare attraverso il contatto, per donare qualcosa che ciascuno di noi ritiene di avere in sovrabbondanza; potremmo considerarlo quasi un canale di accesso, una sorta di passaggio, che ci consente di valicare quel muro di cinta, quella barriera che è la pelle, per portare il nostro messaggio.
Ma affinché questa operazione di alchimia possa realizzarsi, è necessario possedere quel "qualcosa" che si intende donare e, innanzi tutto, essere disposti a donare.

 

Ecco, allora, che si comincia a delineare la vera natura della manualita: ultima fase espressiva di un processo che riguarda chi dona, il quale scaturisce da un moto interiore e primo atto di ricezione o, meglio, di ricettivita di colui che accetta.
E' molto importante, quindi, che la persona che propone il massaggio si trovi in condizioni interiori favorevoli a questa esperienza e, se non vi si trova, tentare di cercare o di riconfermare il proprio equilibrio e la propria disposizione.
E' opportuno, poi, portarsi all 'ascolto della condizione interiore del partner: percepire il suo respiro e cercar di realizzare un sincronismo, che non deve necessariamente basarsi sulla sua frequenza, bensì recepire quelle energie che il respiro veicola.

Prima ancora di cominciare il massaggio, fuori, apparentemente non succede nulla, ma nell'interiorità dei protagonisti già esiste un reciproco scambio di messaggi, di sensazioni che sono il naturale preludio all 'esperienza successiva.

Possiamo affermare, allora, che non è sufficiente preparare l' ambiente, il lettino sul quale si lavorera, l' eventuale musica di sottofondo, la possibile chiacchiera per mettere il paziente a proprio agio, eccetera...ma soprattutto preparare l'interiorità della persona.

Massage

La sensibilità dell 'operatore suggerirà la natura (prakriti) del paziente e quindi tutta la sua composizione psico-fisica.
Ecco il primo grande divario che esiste tra le due culture occidentale ed orientale: la scienza occidentale ha classificato rigidamente la materia in 92 elementi; nel pensiero filosofico indiano, tutta l' esistenza fenomenica è stata classificata in un sistema di soli 5 elementi.
Questi costituiscono un continuum di energia, dal livello di vibrazione più grossolana a quello più sottile.

Il tessuto che andremo a massaggiare, pertanto, sarà da noi considerato la particolare espressione di un universo, nel quale la presenza armoniosa di tali elementi si traduce in ciò che comunemente chiamiamo salute.

La danza degli elementi

Al livello più basso di vibrazione l' energia possiede una sostanza (solidità), odore, sapore, forma e nella sua espressione più pura, se percossa, possiede un suono.
Tutto ciò ciò che possiede questi attributi viene chiamato in sanscrito "prithvi" - terra. Possiamo dedurre, quindi che questa espressione dell 'energia è percepibile da tutti i nostri organi di senso.

Quando eccitata in un campo di frequenza più alto, l' elemento terra perde la proprietà della solidità. La sostanza diviene liquida, mentre le restano altre proprietà: forma, tatto, sapore e suono. Tutte queste possibilità di espressione sono caratteristiche dell 'elemento acqua - "jala".

Man mano che il livello di vibrazione aumenta, calore e luce sono prodotti dal moto accelerato. Sparisce la proprietà liquida e così anche il sapore . Restano solamente il tatto, la forma ed il suono. L' energia che si esprime in questa condizione viene chiamata "agni" - fuoco.

Come la velocità degli atomi continua ad accelerare, la proprietà della forma viene abbandonata e calore e luce non sono più prodotti. Restano solamente la proprietà del tatto e del suono. Ciò che possiede tali attributi viene chiamato "vayu" - l' aria.

Finalmente, quando la materia ha perduto quasi tutte le sue qualità percepibili ed è identificabile dall' uomo solamente come suono, ha raggiunto il più sottile livello di vibrazione; questo è "akasha" - l' elemento etere.

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