Preksha, la consapevolezza profonda della realtà

Scritto da Libero Gentili. Pubblicato in Yoga nella teoria

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"Solidificazione del Karma"

Il Giainismo, come tutte le altre religioni indiane, concepisce il tempo formato da immensi cicli cosmici nei quali la condizione morale e fisica dell'universo, a rotazione, migliora e declina.

Il traguardo della religione consiste nella trasformazione dell'anima individuale attraverso innumerevoli esistenze e questo può avvenire semplicemente affrancando l'anima dal potere del karma.
Tutte le religioni indiane sostengono che le qualità morali dei precedenti comportamenti influenzeranno il destino delle esistenze future, ma i Giaina sono i soli a vedere il karma inequivocabilmente come materia.

L'anima incarnata dell'individuo è ingombrata ed oscurata dalle minuscole particelle di materia che vengono attratte dal comportamento fisico e mentale. L'inevitabile frutto del karma che ne deriva, è una vera e propria sciagura, compreso il desiderio e gli attaccamenti che spingono,a loro volta, verso ulteriori comportamenti.

 

Si comprende quanto sia importante, per questa cultura, controllare minuziosamente la realtà che riguarda l'individuo, in ogni sua circostanza.
L'aforisma "sampreksheta atmanamatmana" del Canone Jaina, traduce il concetto: vedi, percepisci te stesso .
Quindi il vedere, l'osservare è il fondamentale principio per il tipo di meditazione che ne eredita il nome: Preksha. Si basa, essenzialmente, non sulla concentrazione della mente, ma su quella della percezione.

 

Preksha

Questo termine significa: percepire attentamente e profondamente. I successivi stadi della meditazione Preksha sono:

 

Kayotsarga

Rilassamento totale

Antaryatra

Viaggio interiore

Shwas Preksha

Percezione del respiro

Sharira Preksha

Percezione del corpo

Chaytanya Kendra Preksha

Percezione della psiche

Leshya dhyana

Percezione psichica dei colori

Bhawana

Autosuggestione

Anupreksha

Contemplazione

 

Rilassamento totale e Viaggio interiore

Kayotsarga, rilassamento totale

Questa fase è preceduta dall'assunzione di una postura: padmasana, sukhasana, vajrasana; dall'assunzione di un mudra - generalmente Gyan mudra - e dalla recitazione di Mahaprana dhwani , la quale si pratica nel modo seguente:

  1. inalare profondamente per 5, 6 secondi
  2. espirare dalla bocca, con le labbra quasi totalmente chiuse, emettendo dalla gola il caratteristico suono dell'ape. Ripetere almeno cinque volte.

Kayotsarga prosegue con il rilassamento generale, mantenendo la posizione assunta. Concentrare la mente su ogni parte del corpo, una alla volta, cominciando dal piede destro e terminando in cima alla testa e utilizzando la forza dell'autosuggestione.

 

Antaryatra, viaggio interiore

Yatra è il termine con il quale si definisce un pellegrinaggio.
Focalizzare la percezione alla base della colonna vertebrale e muovere l'attenzione verso l'alto, fino alla sommità della testa. Ripetere svariate volte questo movimento, regolandolo con la respirazione: verso il basso durante l'inspiro; verso l'alto durante l'espiro.

 

Le Percezioni

Shwas Preksha, percezione del respiro

Con la semplice guida mentale, percepite il transito in maniera alternata: inspiro a sinistra ed espiro a destra; inspiro a destra ed espiro a sinistra...
Se non vi riuscite con il comando della mente, utilizzate il movimento degli occhi (chiusi): completamente rivolti all'estremità sinistra quando il transito (insp. ed esp.) è in quel lato, ed il contario per il lato opposto.
Cercate di non utilizzare le dita.

Sharira preksha, percezione del corpo

Il procedimento è simile al Kayotsarga, ma con maggiore intensità. La percezione del corpo inizia dall'alluce destro e termina alla sommità del capo.
Alla fine tornate a percepire il corpo in modo globale.

 

Chaytanya Kendra Preksha, percezione della psiche

Spostare la percezione nei seguenti centri psichici:

 

Shakti kendra

Base della colonna

Swastya kendra

Basso ventre

Taijasa kendra

Ombelico

Ananda kendra

Vicino al cuore

Vishuddhi kendra

Gola

Brahma kendra

Punta della lingua

Prana kendra

Aperture nasali

Chakshus kendra

Occhi

Apramada kendra

Orecchie

Darshan kendra

Centro tra le sopracciglia

Jyoti kendra

Centro della fronte

Shanti kendra

Parte frontale del capo

Gyan kendra

Sommità del capo

 

Leshya dhyana, percezione psichica dei colori

La percezione psichica dei colori va visulizzata nei seguenti centri, associandola all'oggetto specifico.
L'effettiva visione di quel colore particolare può avvenire solo a condizione di una totale stabilità e fermezza della mente.

Ananda kendra --> verde smeraldo -->  purifica la mente
Vishuddhi kendra -->  blu collo del pavone -->  autocontrollo
Darshan kendra --> rosso sole nascente -->  risveglio dell'intuizione
Gyan kendra e Chakshus kendra -->  giallo oro -->  percezione acuta
Jyoti kendra -->  bianco luna piena -->  tranquillità

 

Autosuggestione e contemplazione

Anupreksha

La pratica della contemplazione comprende due differenti categorie:

  1. contemplare e riflettere sulla realtà eterna; questo consente al praticante di rapportarsi faccia a faccia con questa realtà;
  2. ottenere cambiamenti attitudinali dal processo di auto suggestione. E' l'applicazione pratica della forza di volontà che il praticante ha ottenuto e rinforzato dagli stadi precedenti della meditazione Preksha.

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